Kyle Kirkwood si riscatta dall’errore di Markham e stravince la Freedom 250 sulle strade di Washington DC.
Il floridiano ha approfittato del polesitter Alex Palou alla prima curva e sostanzialmente non ha avuto rivali fino alla bandier a scacchi nonostante le tante interruzioni per detriti e contatti. Palou, al contrario, è stato protagonista di un errore al primo pit andando a colpire una ruota del box successivo ed è stato penalizzato, perdendo poi il giro dei primi a causa di un successivo pit lento.
Grazie alla consueta strategia mirata del box Ganassi nel finale il campione in carica era risalito in top ten, ma ha poi sbagliato l’entrata in curva 3 sbattendo con l’anteriore. Gara andata e 20mo posto finale a 2 giri, ma il titolo è comunque vicino.
Alle spalle di Kirkwood sono saliti a podio Christian Lundgaard, protagonista dell’ennesima rimonta dalla nona piazzola, e Will Power, dalla 12ma. Lo strapotere delle vetture di Andretti Global si conferma con Marcus Ericsson, 6 posizioni in meno in griglia per cambio motore, quinto dopo una gara tutta in rincorsa.
L’unico altro vero contender di Kirkwood è stato Scott McLaughlin, ma la manovra al restart a 20 giri dal termine è terminata con un contatto della DW12-Chevy #2 sulle gomme poste a protezione della famigerata curva 4.
Spendiamo due parole anche per Kyffin Simpson, sesto, e per la prima top ten di Caio Collet, finalmente in pareggio con la sfortuna e 7 punti rosicchiati su Dennis Hauger nella classifica dei Rookie. Per il 2027 si parla di un interessamento del brasiliano da parte del Juncos Hollinger, peraltro col ritorno della partnership tecnica con Arrow McLaren rovinata un paio di anni fa per i noti problemi con la fanbase argentina.
Termina infine la breve striscia positiva di Rinus VeeKay, coinvolto in un lungo clamoroso da parte di Marcus Armstrong, mentre Davida Malukas esagera ancora una volta e finisce rovinosamente a muro provocando anche il ritiro di Sting Ray Robb.
Al termine di questo evento, che definire sfarzoso pare un eufesmismo, date la dovizia di mezzi (doppio flyover con l’Air Force One e con l’F-117 Stealth) e le presenze importanti, il vantaggio di Palou su Kirkwood si riduce a “soli” 91 punti con tre gare da disputare e 159 punti sul piatto. -110 il distacco di Lundgaard.
Per l’alfiere di Andretti Global si prospetta un’impresa quasi disperata, che partirà già la settimana prossima per il doubleheader al Milwaukee Mile, in attesa del gran finale di Laguna Seca. Di ritorno in Wisconsin anche l’Indy Lights by Firestone.
Piero Lonardo
Foto: NTT IndyCar Series
