Iniziati ieri i test collettivi IndyCar al Phoenix Raceway, che sarà sede del secondo appuntamento della serie il 6-7 marzo. Presenti tutte e 25 le entry full-season, al termine delle cinque ore a disposizione è uno-due Penske, con David Malukas autore della miglior media con 172.605 mph davanti al compagno di squadra Josef Newgarden.
Medie sensibilmente ridotte rispetto all’ultima partecipazione delle monoposto più veloci del pianeta, avvenuta nel 2018 e culminata proprio con il successo del due volte campione. Alle sue spalle ben cinque DW12 motorizzate Honda, capitanate dal transfuga Will Power; a seguire ancora l’altra entry dell’Andretti Global di un influenzato Kyle Kirkwood, l’immancabile Alex Palou e le due vetture del Meyer Shank Racing di Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist.
Occhi puntati ovviamente sul rookie più atteso, Mick Schumacher. Il tedesco dell’RLL, che aveva già saggiato la pista un paio di settimane fa, è stato tra i più attivi con 109 tornate complessive, ma ha chiuso con la terzultima media, ben lontano dai top, ma anche dai suoi stessi compagni di squadra, Graham Rahal (P11) e Louis Foster (P15).
L’unico incidente della giornata è occorso ad un altro newcomer, Caio Collet, infrantosi in curva 4. Il pilota non ha riportato particolari conseguenze e la macchina dovrebbe essere riparata per disputare la seconda giornata, che prevede due turni per totali sei ore in pista.
Definita dalla serie, che piange la perdita di George Barber, storico proprietario del circuito dell’Alabama, una nuova regola che prevede l’utilizzo obbligatorio di due set di gomme alternate durante le prove cittadine. La norma era già stata testata lo scorso anno all’Indy GP, e darà sicuramente ulteriore impulso a nuove strategie sia in qualifica che in gara.
La seconda giornata di test non sarà videotrasmessa ma potrete visualizzarne i tempi sul https://www.indycar.com/leaderboard
Piero Lonardo
Foto: NTT IndyCar Series


















