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IndyCar – Palou ed O’Ward si giocano il titolo a Long Beach

Nel fine settimana si svolgerà come noto l’ultimo atto dell’IndyCar Series 2021 in quel di Long Beach. Sul tracciato che si snoda tra le strade della località californiana Alex Palou e Pato O’Ward si daranno battaglia per il titolo che, dopo il risultato di domenica scorsa a Laguna Seca, vede favorito il catalano del Team Ganassi con 35 punti di vantaggio sul messicano dell’Arrow McLaren SP. Per entrambi i piloti si tratta della prima volta su questo cittadino, stante l’annullamento dell’edizione 2020.

In realtà la matematica lascia ancora qualche speranza anche a Josef Newgarden, distanziato di ben 48 lunghezze ma, considerato che i punti da raccogliere in gara sono al massimo 53 (50 per la vittoria, 1 per la pole position e 2 per chi avrà condotto il maggior numero di giri) e considerando che basterà partire per ricevere 5 punti, solo un vero e proprio miracolo potrebbe fare avverare il terzo titolo del portacolori del Team Penske.

Palou, cui basterebbe arrivare undicesimo per vincere il titolo indipendentemente dal risultato di O’Ward, potrà inoltre godere del supporto indiretto dei compagni di squadra Scott Dixon e Marcus Ericsson (lo so, ci sarebbe anche Jimmie Johnson) i quali, tagliati fuori dalla contention per l’Astor Cup, potranno occupare posizioni preziose ovvero fungere da lepre con strategie ad hoc predisposte dal box Ganassi.

O’Ward invece si potrà affidare – in attesa della probabile espansione del team co-diretto da Zak Brown e Sam Schmidt – al solo Felix Rosenqvist, che nelle due passate stagioni ricordiamo ha guidato proprio la DW12-Honda #10 ora nelle mani di Palou.

Secondo fonti attendibili, potrebbe essere Stoffel Vandoorne la new entry del team, se non nel prossimo anno, nel 2023. Il 29enne pilota belga è stato visto infatti nei box di Laguna Seca intrattenersi praticamente con tutti i team della serie, ma dati i trascorsi con McLaren, di cui è stato titolare in F1 nel biennio 2017-2018, potrebbe godere di una corsia preferenziale verso uno dei sedili della squadra.

La gara di domenica, che vede tra i 28 iscritti il ritorno una tantum di Charlie Kimball sulla terza vettura del Team Foyt, potrebbe anche essere l’ultima in carriera per due pilastri della serie, Ryan Hunter-Reay e James Hinchcliffe, che hanno concluso il rapporto con l’Andretti Autosport e paiono faticare nel trovare un sedile all’altezza.

Per il popolare “Captain America” potrebbe emergere una soluzione all’Ed Carpenter Racing, mentre è piú facile che Hinchcliffe si ricicli come commentatore, ruolo che ha già svolto dopo essere stato giubilato a fine 2019 da Sam Schmidt.

Il “Sindaco” è peraltro uno dei vincitori della gara californiana, che tra i piloti in attività vede anche Alexander Rossi, Scott Dixon, Simon Pagenaud, Takuma Sato, Will Power, Ryan Hunter-Reay, Helio Castroneves e Sebastien Bourdais, che qui si affermó per ben tre volte ai tempi della ChampCar.

Start2019

Proprio Rossi, trionfatore delle ultime due edizioni nel 2018 e 2019, e Colton Herta, entrambi alla ricerca solamente del successo personale, senza interessi di classifica, potrebbero fungere da mine vaganti e giocare un ruolo importante nella corsa al titolo.

Last but not least, Long Beach consoliderà anche le posizioni per il cosiddetto Leaders Circle Program, vale a dire la classifica delle migliori 22 entries, che godranno di un milione di dollari di bonus nella stagione entrante.

”On the bubble” al momento la #45 del team RLL, ora nelle mani di Oliver Askew, che con 193 punti dovrà difendersi da un buon risultato di Jimmie Johnson con la #48 del Team Ganassi, due soli punti dietro nonostante il ben differente numero di gare disputate; a rischio però anche le posizioni della #7 dell’Arrow McLaren SP di Felix Rosenqvist a quota 200, della #29 dell’Andretti Steinbrenner di James Hinchcliffe a 204 e la #18 del Dale Coyne with Vasser Sullivan di Ed Jones a 215.

L’azione in pista a Long Beach inizierà venerdí 24 settembre con le prime libere alle 6.00 PM ET; le qualifiche si svolgeranno sabato 25 a partire dalle 3.05 PM ET e la gara, della durata di 85 giri, partirà alle 3.30 PM ET di domenica 26. Qualifiche e gara per l’ultima volta su DAZN a pagamento, alle 21 e alle 21.30 italiane rispettivamente.

Piero Lonardo

L’entry list di Long Beach

Foto: IndyCar

Hertawin

IndyCar – Herta, finalmente vittoria a Laguna Seca

Colton Herta si aggiudica la penultima prova dell’IndyCar Series 2021 a Laguna Seca. Il 21enne non fallisce nella prova di casa, dove si era già affermato due anni or sono, e torna al successo dopo St.Petersburg, a modo suo, ancora una volta flag-to-flag, partendo dalla pole conquistata ieri.

L’unico pensiero forse glielo poteva dare il compagno di squadra Alexander Rossi, che ha tentato il tutto per tutto nel corso del secondo giro, avendo la peggio con un contatto in T4 che lo lasciava in fondo al gruppo.

Da quel momento la strategia della DW12-Honda #26 è stata perfetta, macinando giri veloci con le gomme red che sono durate la bellezza di 20 giri fino a rompere gli indugi con un gruppetto di doppiati al lap 60 per distanziare Alex Palou, che si piazza al secondo posto e consolida cosí la propria leadership in classifica.

Dopo Rossi, Palou ha avuto anche la fortuna di perdere anche Will Power, che pure gli partiva davanti, rallentato dal un problema di elettronica, ed ha gestito al meglio la situazione, evitando rischi inutili. La stessa tattica di Scott Dixon, che però ha dimostrato di avere meno passo del compagno di squadra e, nel cambiare la strategia per tentare il tutto per tutto in ottica titolo, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, vale a dire dietro Takuma Sato in testacoda al Corkscrew.

Restando in tema titolo, Josef Newgarden dal canto suo non ha fatto tanto di meglio, terminando in P7 dopo una gara sulle 4 soste, ed ora sconta la bellezza di 48 punti da Palou, che confrontati ai 53 ottenibili matematicamente nel season finale di Long Beach rendono praticamente impossibile il threepeat per il nativo del Tennessee.

Compito invece ancora a portata – anche se non propriamente facilissimo – per Pato O’Ward, che chiude quinto. Il messicanino dell’Arrow McLaren SP (nel pre-gara l’annuncio del prolungamento della partnership sino al 2028 fra le due entità) ha fatto quel che ha potuto, in perenne difficoltà con le black, di cui ha però ha misteriosamente utilizzato ben tre treni durante la gara, traendo forse il massimo risultato possibile date le circostanze, e rimanendo in lotta a -35 punti. Se O’Ward non vincerà il titolo, non sarà certo per colpa di questa gara… in più il team deve forse pensare al ruolo da affidare ad uno spento Felix Rosenqvist nel 2022.

Eroe indiscusso di questa corsa Romain Grosjean, terzo a suon di sorpassi – alcuni anche oltre il limite, ne sa qualcosa Jimmie Johnson – dopo essere partito dalla 13ma piazzola, fino ad insidiare da vicino Palou, unico insieme ad Herta a condurre la gara in funzione delle diverse finestre di pitstop.

L’ultima delle vittime dell’ex-F1 è stato quel Graham Rahal sempre scontento di chi gli sta davanti, al settimo piazzamento nella top five dell’ennesima stagione del rilancio nel team di papà Bobby; rilancio che potrebbe avvenire il prossimo anno grazie ad Oliver Askew, ottimo P9 con la terza vettura dopo una splendida qualifica, nonostante qualche disattenzione di troppo ai box.

La lotta fra Palou e O’Ward si concluderà come noto il prossimo weekend a Long Beach, a partire da venerdí 24 settembre con le prime libere. Qualifiche sabato 25 e gara alle 3.30 PM ET – vale a dire le 21.30 italiane, di domenica 26.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

Foto: IndyCar

Krikwin

Indy Lights – Kirkwood, hat trick a Laguna Seca

Kyle Kirkwood esce dal weekend di Laguna Seca nuovamente al comando dell’Indy Lights Series. L’alfiere dell’Andretti Autosport è stato autore del weekend perfetto con due vittorie in altrettante gare.

In entrambe Kirkwood, che dopo lo scorso fine settimana di Portland, scontava 5 lunghezze da David Malukas, ha dominato flag-to-flag partendo dalla pole position e lasciando le classiche briciole agli avversari.

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In gara 1 David Malukas, partito dalla terza piazzola dietro Linus Lundqvist, non è andato oltre al quarto posto finale, superato nel corso della gara anche dal compagno di squadra Benjamin Pedersen per un errore in curva 4 e, nonostante la neutralizzazione per l’uscita di strada di Christian Bogle, Kirkwood chiudeva con oltre 6” di vantaggio su Lundqvist.

Anche nella seconda gara, appena conclusa, di 5 tornate più lunga (35 giri contro 30) Kirkwood non è stato mai impensierito dalla concorrenza, e chiudeva con un gap di ben 26” nei confronti di Malukas, che chiudeva nella medesima seconda posizione guadagnata in qualifica.

La top five si completava con Linus Lundqvist, Danial Frost e Benjamin Pedersen, ma l’impresa forse più curiosa era eseguita da Bogle che, ultimo fisso, tentava (secondo lo scrivente di proposito) di imitare, solo soletto, Alex Zanardi all’interno del mitico Corkscrew. Risultato: aerodinamica compromessa e inevitabile passaggio ai box Carlin, ma soddisfazione assicurata.

Kirkwood dovrà difendere le 15 lunghezze di vantaggio nei confronti di Malukas nel season finale dell’Indy Lights Series di Mid-Ohio, in programma dal primo a 3 ottobre.

Piero Lonardo

L’ordine d’arrivo di Gara 1

L’ordine d’arrivo di Gara 2

Foto: Indy Lights Series

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IndyCar – Di nuovo 17 gare nel 2022

Diffuso pochi minuti fa il calendario dell’IndyCar Series 2022. Oltre al ritorno già annunciato dell’Iowa Speedway nella doppia formula sperimentata lo scorso anno e alla riproposizione (speriamo) di Toronto, le reali differenze rispetto alle ultime edizioni della schedule risiedono nelle date.

Si comincerà infatti prima del solito, con il Grand Prix di St.Petersburg che anticipa di un paio di settimane rispetto al canonico start di metà marzo, al 27 febbraio. A seguire, come quest’anno, il Texas Motor Speedway, questa volta in formato corsa singola al 20 marzo.

Anche Long Beach riprende una collocazione piú tradizionale, al 10 aprile, mentre Barber Park slitta in avanti, al 1° maggio, a fare da antipasto al mese più caldo della serie.

La schedule dei mesi estivi rimane quasi immutata, con l’inserimento al 17 luglio della gara di Toronto e del doubleheader in Iowa per poi passare nuovamente ad Indianapolis – due settimane prima del 2021 –  per la seconda gara sullo stradale dell’IMS prima del ritorno nelle strade di Nashville.

La serie si concluderà ancora una volta ad ovest, con il back-to-back di Portland e Laguna Seca, ma con un paio di settimane di anticipo rispetto alla presente stagione.

Un calendario all’insegna della continuità quindi, nella consueta logica IndyCar, con la speranza che nel 2022 il COVID non costituisca piú un fattore determinante.

Piero Lonardo

Il calendario 2022

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Foto: IndyCar

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IndyCar – Herta torna in pole a Laguna Seca

Tra i due litiganti spesso gode qualcun altro, e cosí è successo nelle qualifiche di Laguna Seca, penultimo appuntamento dell’IndyCar Series 2021. Colton Herta ha conquistato la sua settima pole position nella serie scalzando Will Power nel giro finale della Firestone Fast Six col tempo di 1.10.7994.

Herta, che aveva dominato le qualifiche – ma anche la gara –  anche in occasione del ritorno del tracciato in calendario, nel 2019, ha segnato la migliore prestazione anche nei due segmenti precedenti, stabilendo nella Top Twelve anche il miglior giro del weekend.

Il miglior giro di Power verrà poi invalidato dalla direzione gara per non avere rispettato le bandiere gialle e quindi sarà Alexander Rossi a partire a fianco di Herta. Penalità anche per Pato O’Ward, che perde la quinta piazza per un testacoda in favore di uno spettacolare Oliver Askew, e partirà quindi dietro il capolista Alex Palou, in quarta piazzola.

Missione invece incompiuta per gli altri due contender, in primis Josef Newgarden, protagonista ancora una volta di una qualifica disastrosa che lo lascia in P18, mentre Scott Dixon guarderà da vicino O’Ward dalla quarta fila al fianco del compagni di squadra Marcus Ericsson.

I due alfieri del dale Coyne Racing, Romain Grosjean e Ed Jones, mancano invece entrambi il secondo turno per un soffio e divideranno la settima fila. A chiudere lo schieramento i soliti Jimmie Johnson, Dalton Kellett e Callum Ilott, il cui ambientamento nella serie sta procedendo a tappe forzate.

Domani la gara, della durata di 95 giri, sarà preceduta da una mezz’ora di warm-up al mattino, e partirà alle 3.00 PM ET, pari alle 21 italiane. Diretta streaming a pagamento come sempre su DAZN.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 2

I risultati delle Qualifiche

Foto: IndyCar

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IndyCar – Newgarden di un soffio su Herta nelle Libere 1 di Laguna Seca

Josef Newgarden non sembra volere recedere facilmente dai propositi di titolo e si piazza al comando delle prime libere di Laguna Seca, penultimo round dell’IndyCar Series 2021.

Il due volte campione del Team Penske ha preceduto Colton Herta, unico vincitore qui dal ritorno nel 2019, di appena 80 millesimi col tempo di 1.11.7125. Herta è stato uno dei piloti coinvolti nelle diverse uscite di strada, tutte senza particolari conseguenze per vetture e piloti.

Seconda fila virtuale per il leader, Alex Palou, già a proprio agio sul tracciato californiano al debutto in gara, e per Ed Jones, che in queste ultime prove col Dale Coyne Racing si sta dimostrando piú consistente del blasonato compagno Romain Grosjean, che ha già un piede nell’Andretti Autosport, comunque P9.

L’ex-F1 è stato peraltro protagonista di un curioso incidente: durante un filiming pubblicitario ha infatti schiantato la sua Honda Civic Type-R contro l’uscita della pitlane.

Tornando alla sessione, tra le sorprese da annoverare anche Oliver Askew, sesto tempo con la terza vettura dell’RLL, mentre il major contender Pato O’Ward ha terminato con una modesta 14ma prestazione.

Il programma del sabato prevede la seconda sessione di prove libere alle 1.45 PM ET e le qualifiche, a partire dalle 5.00 PM ET, pari alle 23 italiane, che saranno trasmesse come di consueto a pagamento su DAZN.

Piero Lonardo

I risultati delle Libere 1

Foto: IndyCar

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IndyCar – Prosegue a Laguna Seca il testa a testa fra Palou e O’Ward

Dopo la vittoria nel Grand Prix of Portland, è ora Alex Palou a vantare un primo matchball nei confronti dei suoi inseguitori, primo fra tutti Pato O’Ward, ora distanziato di 25 lunghezze.

Il giovane catalano del Team Ganassi è riuscito a trarre il massimo profitto dal primo round del trittico finale ad ovest dell’IndyCar Series, ribadendo peraltro anche la propria leadership in seno al team, anche nei confronti del sei volte campione Scott Dixon, che ora deve necessariamente sperare in un passo falso di entrambi i contender, stante il -49 in classifica generale.

Anche Josef Newgarden, separato invece da 34 lunghezze, non puó più contare solo sull’efficienza sua e del team Penske. Quest’ultima, va detto, negli ultimi tempi ha lasciato assai a desiderare, culminando con lo scontro fratricida della scorsa domenica – non il primo peraltro – tra l’ormai ex Simon Pagenaud, e Will Power, per posizioni di rincalzo importanti però per togliere punti al messicanino.

Laguna Seca è peró un’incognita per tutti. Il circuito californiano è rientrato in calendario nel 2019 dopo una pausa di ben 15 anni, e come ricorderete lo scorso anno è stato cancellato causa COVID.

Entrambi i major contender non hanno quindi avuto modo di corrervi fino ad oggi, mentre per apparizioni precedenti al 2019, allorquando Colton Herta si aggiudicò la sua seconda gara IndyCar, dobbiamo andare a scavare fino all’edizione del 2003 per vedervi un giovane Sebastien Bourdais ed addirittura al 1998 per il debutto di Helio Castroneves, vittorioso qui nel 2000 sotto l’egida della CART.

Questa sarà anche la penultima gara di Ryan Hunter-Reay col Team Andretti. La news ufficiale della separazione in settimana.

Il programma del weekend californiano prevede una prima sessione di prove libere alle 5.30 PM ET di venerdí 17 settembre, mentre le qualifiche si svolgeranno nella tarda serata di sabato 18, alle 5.00 PM ET, pari alle 23 italiane. La gara, della durata di 95 giri, domenica 19 settembre, a partire dalle 3.00 PM ET, pari alle 21 italiane. Qualifiche e gara si potranno godere come sempre a pagamento su DAZN.

Piero Lonardo

L’entry list di Laguna Seca

Foto: IndyCar

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IndyCar – Palou, vittoria a Portland per tornare al comando

Alex Palou torna alla vittoria nel Grand Prix of Portland dopo un paio di gare sfortunate e riprende il comando dell’Indycar Series 2021.

Partito dalla pole position conquistata ieri (la prima reale in quanto al Texas Speedway la griglia venne determinata dalle posizioni in classifica), il driver catalano, ben coadiuvato dal Team Ganassi, ha saputo gestire al meglio una gara resa complicata ancora una volta, come già in alcune edizioni passate, ma anche nelle serie minori, dallo start.

In curva 1 infatti Scott Dixon, che partiva dalla terza piazzola, passava all’interno Alexander Rossi insidiando Palou, ma il pericolo veniva dall’esterno con Felix Rosenqvist che toccava leggermente l’ex compagno di squadra.

Rosenqvist tirava dritto, mentre le due vetture del Team Ganassi, cosí come Colton Herta, tagliavano la chicane. Piú dietro, Oliver Askew si girava mentre Romain Grosjean toccava James Hinchcliffe. Nella melèe rimanevano coinvolti anche Helio Castroneves e Will Power.

Inevitabile una prima, forse più lunga del dovuto, Full Course Yellow, per permettere non solo il recupero delle vetture danneggiate, ma anche, proprio come ieri in Indy Lights, di definire delle posizioni diversa rispetto alla pista. A Palou, Dixon, Rosenqvist ed Herta infatti la direzione gara chiedeva di portarsi in fondo allo schieramento, lasciando Pato O’Ward al comando davanti a Graham Rahal, Ed Jones, Alexander Rossi e Marcus Ericsson.

I box dei quattro piloti penalizzati decidevano quindi di cambiare strategia e di andare subito al primo pit, imitati da Rossi, ed al restart, al lap 12 di 110, Dixon si portava anche davanti a Palou, che per l’occasione sfoggiava una livrea simile a quella del caposquadra.

Al lap 41, terminato per tutti il primo giro di pit, Dixon si ritrovava momentaneamente al comando su Palou e Rossi, ma il vero leader risultava essere Graham Rahal, qui in livrea completamente rossa in omaggio a papà Bobby, che dopo la prima sosta era riuscito ad uscire davanti ad O’Ward, ancora una volta in difficoltà con le primary.

Un altro gruppetto di piloti, compreso il messicano, tentava l’azzardo di anticipare la seconda sosta approfittando di una nuova interruzione provocata dallo stop contemporaneo delle vetture di Callum Ilott, deb col Juncos Hollinger, e Dalton Kellett, ma l’operazione non dava l’effetto sperato, lasciando O’Ward nelle retrovie a lottare ancora con un altro treno di Firestone black usate.

Inspiegabilmente, anche il box del Rahal Letterman Lanigan procedeva poco dopo con la stessa operazione per la terza e definitiva sosta di Graham Rahal, che veniva a trovarsi dietro Jack Harvey, a Rossi e poi, man mano che gli altri piloti transitavano dal box, alla fine si trovava addirittura in P10.

Al box Ganassi richiamavano per l’ultimo cambio Palou prima Dixon; il campione in carica usciva dietro Palou e non riusciva a contenere Rossi, finalmente tornato in modalità 2018, che si installava in seconda posizione e cercava di riprendere il catalano a furia di giri veloci e qualche brivido di troppo.

L’ultima sosta al lap 84 era ininfluente per O’Ward, che usciva in P14, per intenderci dietro un Power che ad inizio gara ha dovuto effettuare quattro soste extra per sistemare la sua DW12 danneggiata al via. Inifnluente la terza neutralizzazione della gara per un problema alla vettura di Oliver Askew.

L’inseguimento a Palou da parte di Rossi non andava a compimento e cosí il catalano può festeggiare la sua terza vittoria nella serie che vale anche il ritorno al comando con ben 25 punti di vantaggio su O’Ward e 34 su Newgarden.

Il due volte campione zitto zitto è risalito dalla 18ma piazzola fino al quinto posto dietro Dixon, che lo segue invece in classifica a -49, e a Jack Harvey, pure lui autore di una rimonta splendida dalla 20ma posizione.

Il trittico ad Ovest della serie proseguirà già il prossimo weekend in quel di Laguna Seca per poi terminare a Long Beach.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

Foto: IndyCar

Krik

Indy Lights – Kirkwood ribatte e accorcia in gara 2 a Portland

Kyle Kirkwood non ci sta, e dopo il secondo posto di ieri, ha deciso di giocarsi il tutto per tutto in partenza in gara 2 a Portland. L’azzardo ha pagato, e stasera l’alfiere dell’Andretti Autosport ha eguagliato il numero di vittorie dell’avversario, David Malukas, accorciando il distacco dal leader in classifica.

La gara si è decisa al via, dove Kirkwood, avanzato alla quarta piazzola rispetto ai risultati delle qualifiche a causa della penalizzazione di due posizioni in griglia comminata a Manuel Sulaiman, già alla prima curva transitava in P3 dietro David Malukas e Linus Lundqvist.

In fondo allo schieramento, Sting Ray Robb terminava anzitempo la propria gara, tamponato dallo stesso Sulaiman, cui in seguito verrà comminato un drive-through, mentre Devlin de Francesco, sfortunato protagonista di gara 1, avanzava di due posizioni in P6.

Ma il capolavoro di Krikwood avveniva all’inizio della seconda tornata. Malukas e Lundqvist lottavano per la leadership e scivolavano all’esterno della prima curva, mentre la Dallara #28 infilava entrambi all’interno.

Da quel momento in poi non c’è stata storia per il successo finale, con Malukas che alla fine dei 30 giri previsti sconterà 2”5 di svantaggio su Kirkwood.

Gli unici altri brividi della gara li davano de Francesco e Danial Frost. Il pilota di Singapore attaccava al lap 10 ma veniva ricacciato indietro dal teammate. L’azione riusciva peró a 9 giri dal termine, grazie ad un errore in T1 del canadese, che permetteva a Frost di riappropriarsi della sesta piazza.

In classifica generale, è sempre testa a testa fra i due contender, con Malukas che ora conduce di 5 lunghezze su Kirkwood, mentre la terza forza, Lundqvist, segue staccatissimo a -73.

L’Indy Lights Series rimarrà sulla costa Ovest per il doubleheader di Laguna Seca in programma il prossimo weekend prima del gran finale di Mid-Ohio dei primi di ottobre.

Piero Lonardo

L’ordine d’arrivo di Gara 2

Foto: Indy Lights Series

Malukas

Indy Lights – Malukas, settimo sigillo a Portland

David Malukas piazza la sua settima vittoria nell’Indy Lights Series 2021 in gara 1 a Portland, allungando ulteriormente sul major contender, Kyle Kirkwood, il quale riesce comunque a limitare i danni conquistando la seconda posizione.

Alla partenza il nativo di Chicago, partito dalla pole position conquistata ieri, si ritrovava alla prima curva dietro il compagno di squadra Benjamin Perdersen, che tagliava la chicane; la direzione gara imponeva immediatamente il regime di Full Course Yellow, ripristinando poi le posizioni di partenza dietro la vettura di servizio.

Dalla ripartenza, al lap 3, Malukas ha condotto sino alla bandiera a scacchi. L’unica insidia è stata portata da Linus Lundqvist, l’unico altro pilota ad aver vinto una gara quest’anno oltre ai due contender, ma Malukas ha rintuzzato gli attacchi dello svedese, che nel finale subiva a sua volta l’attacco di Kirkwood.

L’alfiere del team Andretti, che partiva dalla quinta piazza, si sbarazzava presto del deb Manuel Sulaiman e di Pedersen, e al lap 12 si installava con le cattive su Lundqvist. L’inseguimento ai danni del leader peró si fermava ai 5” di distacco, che non mutavano fino al traguardo.

Sulaiman, dopo aver ceduto a causa di un paio di larghi, anche a Robert Megennis e a Danial Frost, riusciva a riprendersi la sesta piazza grazie ad un errore in T1 del pilota di Singapore, che andando lungo perdeva anche la settima piazza a favore dell’altro debuttante, Rasmus Lindh, che ha presto il posto di Toby Sowery al Team Juncos.

Gara infine estremamente sfortunata per Devlin de Francesco, in odore di occupare il prossimo anno la vettura di James Hinchcliffe nella serie maggiore, gravato da problemi elettrici e pervenuto ultimissimo a 4 giri.

Domani gara 2 alle 01.30 PM ET, con il leader Malukas ancora in pole e Kirkwood in P5.

Piero Lonardo

L’ordine d’arrivo di Gara 1

La griglia di partenza di Gara 2

Foto: Indy Lights Series