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Felix Rosenqvist si aggiudica la 110ma edizione della Indy 500. Una vittoria ottenuta col minor margine di sempre nei confronti di David Malukas, caratterizzata dalla continua minaccia di pioggia che ha costretto tanti dei protagonisti ad adeguarvisi con le strategie, creando uno scenario alternativo che ha premiato chi ha proseguito sulla propria strada.

Per lo svedese del Meyer Shank Racing si tratta della seconda vittoria complessiva dopo Road America 2020, come peraltro secondo successo, e ancora una volta a Indianapolis, per il team diretto da Mike Shank, vittorioso nel 2021 con Helio Castroneves.

Rosenqvist è stato velocissimo nelle qualifiche, fallendo – se cosí si può dire – solo nella Fast Six nei confronti di Alex Palou. Il catalano e Alexander Rossi, quest’ultimo eroicamente sulle stampelle dopo il crash di lunedí, hanno dominato le fasi iniziali della gara, dandosi il cambio al comando.

Una volta uscito di scena Rossi, tradito come nel 2025 dalla macchina, è stata la volta del trio Penske, con David Malukas e Scott McLaughlin ad insidiare Palou, con il “disturbo” da parte di un Conor Daly sempre in palla sul circuito di casa.

Poi la minaccia di pioggia ci ha messo lo zampino, ed i team di testa hanno pensato al fatidico lap 101, che avrebbe permesso l’archiviazione della gara col risultato del momento. Le vetture sono rimaste dietro alla Safety Car, chiamata in causa per i liquidi lasciati in pista da Will Power, fino al 105mo giro quando, con Scott Dixon al comando, la direzione gara dell’IMS ha deciso di interrompere la gara con una Red Flag.

Fortunatamente – per il pubblico e per lo spettacolo – la gara ha potuto ripartire dopo meno di 20’, ma ormai il danno era fatto, e si iniziava ad intuire che a meno di lunghi periodi di neutralizzazione ne avrebbero tratto vantaggio coloro che non si erano fatti intimidire dalla minaccia di chiudere anzitempo la competizione.

Fra questi, le due macchine del MSR di Felix Rosenqvist e Marcus Armstrong, la McLaren di Pato O’Ward e Dennis Hauger sulla DW12-Honda #18 di Dale Coyne. Il rookie norvegese purtroppo veniva tolto dai giochi per una penalità per pit speed violation, e, nonostante una breve FCY per una nuova minaccia di acquazzone ed il susseguente contatto a muro da parte di Josef Newgarden, era chiaro che la gara era nelle mani di Felix Rosenqvist e di Pato O’Ward, i quali avevano bisogno di una sola sosta fino al traguardo.

Ciononostante, le due vetture di Penske residue e Palou hanno proseguito a darsi battaglia sino alla sosta finale, saggiamente anticipata per Malukas.

Con 25 giri ancora da compiere, Rosenqvist ed O’Ward hanno iniziato a contedersi il primato, a vantaggio dello svedese, ma non era ancora finita, perchè il duro impatto in curva 2 da parte di Caio Collet, con pezzi di vettura sparsi ovunque, suggeriva alla direzione gara di sospendere nuovamente la gara per permettere la pulizia della pista.

Lo shootout finale, a 4 soli giri dalla chequered flag, si riduceva ad uno solo a causa di una leggerezza da parte di Mick Schumacher, che fino a quel momento stava portando a casa il compitino. Armstrong, catapultatosi davanti, cedeva a Malukas ed ingaggiava un duello fratricida affiancandosi al compagno di squadra, il quale riusciva peró ad emergere all’ultima curva mettendosi in scia a Malukas per superarlo proprio sulla linea del traguardo per 23 millesimi.

Termina cosí tra le lacrime di Lil’Dave e la gioia del neo-papà Rosenqvist una delle edizioni più particolari degli ultimi anni.

Nella altrettanto spettacolare volata a tre per il terzo posto McLaughlin ha la meglio su O’Ward ed Armstrong. Più che ottima la P6 per Rinus VeeKay ed il Juncos Hollinger davanti a Palou, mentre la top ten si completa con Santino Ferrucci, Romain Grosjean, risalito dalle retrovie dopo una penalità, e Takuma Sato.

In classifica generale, Palou mantiene la leadership con 278 punti contro i 236 di Malukas, ancora a secco di vittorie, ed i 224 di Kirkwood, oggi solamente 16mo.

Prossimo appuntamento con l’IndyCar Series, già il prossimo weekend, sulle strade di Detroit

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

L’ordine di arrivo della 110ma Indy 500

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