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IndyCar – Penske davanti nei test di Barber. RLL prova Vips

Si è svolta nella giornata di lunedí una sessione di test privati IndyCar a Barber Park. Sono stati ben 16 i piloti che hanno calcato il tracciato dell’Alabama, in vista della gara del 30 aprile, assenti al completo Andretti Autosport, Arrow McLaren e l’Ed Carpenter Racing, Juncos Hollinger e Foyt si sono presentati con una vettura ciascuno per Agustin Canapino e Benjamin Pedersen.

Uno Scott McLaughlin rinvigorito dopo il crash di St.Petersburg ha segnato la migliore prestazione non ufficiale con 1.06.22, precedendo di 2 decimi il compagno di squadra Will Power.

P3 per il sempre più consistente Christian Lundgaard per il Rahal Letterman Lanigan che ha provato in questa occasione l’estone Juri Vips, in attesa del totale recupero di Jack Harvey dopo il botto nel season opener. Chiudono la top five il campione 2021 Alex Palou e la terza entry Penske di Josef Newgarden.

Ricordiamo che il prossimo appuntamento con l’IndyCar Series è per il 2 aprile, presso il Texas Motor Speedway.

Piero Lonardo

Foto: Team Penske

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IndyCar – Ericsson trionfa a St.Pete in una gara ad eliminazione

Marcus Ericsson capitalizza da errori e disgrazie altrui e si aggiudica il season opener IndyCar di St.Petersburg.

L’attesa era tanta per la prima del 2023, che come da tradizione si teneva nella cornice cittadina St.Petersburg, peraltro coincidente con la partenza del mondiale di F1. Ben 27 vetture al via, massimo storico per la gara della Florida, segnale del buon momento della serie.

Start

Invece, sono bastate quattro curve ed il parco vetture si è sostanzialmente ridotto, con un crash multiplo innescato dal contatto tra Scott Dixon e Felix Rosenqvist che ha tolto di gara diversi protagonisti: Simon Pagenaud, Helio Castroneves, Devlin DeFrancesco, Santino Ferrucci e Benjamin Pedersen. Il rookie danese peraltro faceva volare DeFrancesco praticamente senza frenare. Sing Ray Robb, pure coinvolto, rientrerà con un giro di ritardo, mentre Rosenqvist sarà protagonista di un test in gara, 40 tornate più tardi.

Segue mezz’ora abbondante di red flag dietro sfaety car, ma al restart David Malukas rischia la seconda carambola consecutiva toccando Marcus Armstrong. I due proseguiranno ed al chicagoano verrà comminato un drive-through.

Grosjean, partito dalla pole, può godere delle ”alternate”, così come gli altri componenti della top six: Colton Herta, Pato O’Ward, Marcus Ericsson, Alex Palou e Kyle Kirkwood

Le “verdi” del vincitore 2021 cedono di colpo ad un quarto di gara ed Herta deve cedere all’intero lotto dei primi, iniziando la danza dei pit che contano, mentre il compagno di squadra aumentava il proprio vantaggio su O’Ward.

Dopo il primo giro di cambi peró era Scott McLaughlin, partito con le primary, a transitare in P1. La  situazione poteva ripristinarsi qualche giro dopo, quando tutti coloro che hanno scelto di partire con le gomme più performanti, eccetto Josef Newgarden e le due vetture dell’Ed Carpenter Racing, che avevano già provveduto, approfittando della prima Full Course Yellow, si presentavano ai box per la prima sosta, ma il kiwi riusciva a mantenere la leadership su Grosjean.

Segue una fase frammentaria della gara, dove le Full Course Yellow innescate da Conor Daly fermo in T9, ma soprattutto del contatto tra Rinus Veekay, Kyle Kirkwood e Jack Harvey, con la DW12-Honda #27 che vola sul pilota britannico, che ne esce vistosamente shakerato. La vettura di Kirkwood peraltro riprenderà miracolosamente la gara. Ma non era finita perchè al successivo restart era Herta a finire nelle solite gomme, dopo una toccata con Power.

La svolta della gara sembrava svolgersi a tre quarti di gara, alla seconda sosta, con Grosjean che usciva ancora una volta davanti a O’Ward, cui non riusciva il secondo undercut di fila, in attesa della sosta del leader, che avveniva alla tornata successiva.

McLaughlin a gomme fredde e col vantaggio risicato dal “tappo” dell’incolpevole Agustin Canapino, teneva duro alla solita turn4 mentre Grosjean cercava un improbabile sorpasso all’esterno: risultato, entrambe le vetture nelle gomme, anche se sarà il kiwi ad essere ritenuto responsabile del contatto.

#5: Pato O'Ward, Arrow McLaren Chevrolet

Tutto finito? Assolutamente no perchè O’Ward, dopo aver condotto per le successive 24 tornate, rimaneva vittima di un problema di elettronica (definito “random” dal pilota) e lasciava sfilare Marcus Ericsson, che si involava, ancora una volta fortunosamente, verso la sua quarta vittoria nella serie davanti al messicano. Si tratta della seconda vittoria del Team Ganassi a St.Petersburg, la precedente nel 2011, quando si affermó Dario Franchitti.

Completano la top five Scott Dixon, Alexander Rossi ed un sempre più concreto Callum Ilott. Disfatta completa per l’Andretti Autosport, con il solo Kirkwood al traguardo, 15mo a tre giri, mentre il Team Penske, abitualmente di casa nella baia di Tampa, che perde anche Newgarden nel finale per una perdita d’olio sugli scarichi, puó consolarsi col solo Will Power settimo dietro un redivivo Graham Rahal. Incidente di Harvey a parte, gara positiva anche per l’altro alfiere dell’RLL, Christian Lundgaard, nono.

Tra i rookies, la promessa Marcus Armstrong riesce a terminare appena fuori dalla top ten, davanti a “El Titàn” Canapino, il quale non si è assolutamente intimorito nella sua prima uscita sulle monoposto più veloci del pianeta, a fianco di tanti piloti ben piú esperti dell’argentino.

Infine, due parole sulla telecronaca. Normalmente cerchiamo di non essere polemici su queste pagine, specie con presunti colleghi, ma stavolta SkySport ha dimostrato l’ennesima pochezza non solo privando gli abbonati di libere e qualifiche, sventagliate al pubblico lo scorso anno dopo l’accordo con Peacock, ma anche del podio e dei festeggiamenti: possibile che non vi fosse modo di trovarvi spazio nell’immenso palinsesto sportivo, magari tra una replica e l’altra di libere, qualifiche e gara della F1? Imbarazzante. Sempre sia benedetta IndyCar Live!

(edit) Ci dicono che anche la diretta USA della gara sia stata “segata” per motivi di tempo. Non so se la regia internazionale abbia invece proseguito, ma il mio commento non muta per quanto concerne la pochezza nella copertura dell’evento da parte di SkySport, limitato solo alla gara.

L’appuntamento con l’IndyCar Series è fra un mese, il 2 aprile, per la prima su ovale del 2023 presso il Texas Motor Speedway.

Piero Lonardo

Foto: Firestone Racing, IndyCar Series, Arrow McLaren

L’ordine di arrivo

Frost

Indy NXT – Frost fa valere l’esperienza e fa sua St.Pete

Con un parco partenti finalmente degno anche nel numero delle altre categorie propedeutiche, l’Indy NXT ha dato spettacolo a St.Petersburg. Tra i 19 partenti è stato il veterano Danial Frost a transitare davanti a tutti alla bandiera a scacchi, per la sua seconda vittoria in carriera nella serie ex-Indy Lights.

L’alfiere dell’HMD with Dale Coyne ha lasciato sfogare tutti gli avversari per piazzare la zampata all’ultimo restart, avendo la meglio sui Nolan Siegel, che a sua volta aveva preso la testa su Jacob Abel.

Dopo la sfuriata iniziale del poleman, Louis Foster, è stato proprio Abel ad involarsi nella parte centrale di gara, tutta disputata in regime di corsa libera, fino ad accumulare un vantaggio di 2”5 su Foster e Christian Rasmussen, quest’ultimo desideroso di riscattare la sfortunata gara del 2022.

Purtroppo per Abel i muretti non perdonano, ed al lap 27 tornava in azione la vettura di servizio per il contatto di Josh Pierson in curva 10 che coinvolgeva anche Reece Gold. Ad inizio gara lo stesso Gold aveva subito “fatto fuori” Enaam Ahmed, mentre un paio di giri dopo era stato Colin Kaminsky a buttare nelle gomme di curva 4 Jagger Jones, seguito dall’incolpevole Jamie Chadwick.

Tutto da rifare per Abel, il quale però resisteva alla prima carica degli inseguitori ed anche alla seconda, generata dalla quarta Full Course Yellow innescata da Jamie Chadwick in curva 4. Al terzo tentativo peró non c’era niente da fare nei confronti di Nolan Siegel, che sfruttava la lotta fra il capofila e Rasmussen, con Foster fuori dai giochi per la vittoria a causa di una toccata a muro, imitato da Frost che si impossessava della seconda piazza.

La leadership di Siegel però durava pochissimo, perchè all’ennesima ripartenza per una nuova neutralizzazione (ricordiamoci, Yellow chiama Yellow) generata dal testacoda di Josh Green nella solita curva 4, e che coinvolgeva anche Kyffin Simpson e Matteo Nannini che lo seguivano da presso in P7 e P8, Frost, con poco più di 2’ sul cronometro, aveva facilmente la meglio su Siegel, mentre Abel riusciva invece a difendere su Rasmussen.

Questi i primi quattro posti della classifica finale del season opener 2023, che nonostante i tanti contatti vede terminare 14 vetture, di cui 11 a pieni giri. L’Indy NXT tornerà il 30 aprile al Barber Motorsport Park.

Piero Lonardo

Foto: GPSTPETE

L’ordine di arrivo

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IndyCar – Seconda pole in carriera per Grosjean a St.Petersburg

Sarà Romain Grosjean a partire dalla pole position, la seconda in carriera, domani nel season opener IndyCar di St.Petersburg. L’alfiere dell’Andretti Autosport ha dominato la Firestone Fast Six ed il teammate Colton Herta, battendolo di 4 decimi col tempo di 59.5532.

L’ultima fase delle qualifiche è stata complicata dalle uscite di strada di Kyle Kirkwood e del vincitore dello scorso anno, Scott McLaughlin. Entrambi hanno avuto inconvenienti nella parte finale del circuito, già ostica per il kiwi nelle libere, con la DW12-Honda #27 a sbattere pesantemente sul muretto a protezione esterna dell’ultima curva. Kirkwood peraltro aveva rimontato fino al secondo posto dietro Herta (sua la migliore prestazione del weekend in questa fase con 59.5442) nella Top Twelve dopo un’escursione nell’area di fuga sanzionata con un drive-through. McLaughlin peraltro era riuscito a strappare l’ingresso nella top six all’ultimo secondo buttando fuori Alex Palou.

In funzione delle due interruzioni di cui sopra, i due occuperanno la terza fila dietro Pato O’Ward e Marcus Ericsson: mentre queste qualifiche sono state trionfali per il team Andretti, i due sono stati gli unici a piazzarsi nel Q3 per Arrow McLaren e Chip Ganassi Racing. E dire che Felix Rosenqvist e Scott Dixon sono stati i migliori nei rispettivi gruppi della prima fase, ma non sono andati oltre i primi dodici, e partiranno dall’ottava e nona piazzola rispettivamente.

Da rivedere anche le qualifiche di Will Power. Anche il campione in carica non ha passato il taglio del Q2 e partirà dalla quinta fila davanti a Lundgaard e Rossi. Peggio è andata a Simon Pagenaud, nelle gomme nelle fasi finali del primo turno.

Tra i rookies, ancora in evidenza Marcus Armstrong, appena fuori dal Q2, cosí come il due volte campione Josef Newgarden, col quale occuperà insieme la settima fila. Agustin Canapino partirà in undicesima al fianco del compagno di squadra Callum Ilott. Sting Ray Robb nella fila successiva e Benjamin Pedersen chiuderà lo schieramento delle 27 vetture.

L’appuntamento per il Grand Prix of St.Petersburg è per domani alle 12.20 PM. SkySport manderà in diretta la gara su SkySport Arena, ma il warm-up delle 9.00 AM (le 15 italiane) sarà godibile in free streaming su IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

I risultati delle Qualifiche

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Indy NXT – A Louis Foster la prima pole del 2023

Iniziata a St.Petersburg anche l’Indy NXT, nuova incarnazione (ma solo nel nome) dell’ultimo gradino della Road to Indy, ed è il britannico Louis Foster a riportare la prima pole position dell’anno.

Il rookie dell’Andretti Autosport, campione in carica della Indy Pro (ora USF Pro 2000) ha preceduto col tempo di 1.05.1103 Jacob Abel di soli 66 millesimi in una sessione senza incidenti.

In seconda fila due vecchie conoscenze della serie, Christian Rasmussen e Rasmus Lindh, grazie ad un effort finale all’ultima tornata utile degli 8’ a disposizione garantiti dal nuovo format.

Il danese dell’HMD ieri nelle prime libere dominate da Abel, era stato vittima di un crash in curva 4, imitato in seguito dall’altro veterano Hunter McElrea. Stamane invece era stato Nolan Siegel a primeggiare, stabilendo il miglior crono del weekend con 1.04.8896.

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Tornando ai risultati della pista, da segnalare la buona nona prestazione di Matteo Nannini con la vettura del Juncos Hollinger. Pure in top ten, rispettivamente in P5 e P10, Kyffin Simpson e Josh Green, entrambi protagonisti di incidenti nella seconda sessione di libere.

Tra i rookies, l’atteso debutto di Jamie Chadwick, tricampionessa della W Series, ha generato solamente la penultima piazzola dello schieramento.

La prima stagionale dell’Indy NXT partirà domenica alle 9.50 AM, vale a dire alle 15.50 italiane. Diretta free sulla piattaforma IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream. Ora spazio alle prime qualifiche dell’IndyCar Series.

Piero Lonardo

Foto: Firestone Racing, Juncos Hollinger Racing

I risultati delle Qualifiche

I risultati delle Libere 1

I risultati delle Libere 2

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IndyCar – Herta abbassa l’asticella nelle libere 2

Colton Herta nei minuti finali ha piazzato la zampata che lo piazza davanti a tutti nelle seconde libere del Grand Prix of St.Petersburg. La punta di diamante dell’Andretti Autosport ha sfiorato il limite del minuto con 1.00.0779, lasciando gli inseguitori a 2 decimi.

C’è da dire che in questi 60’ non si è assistito ad un monologo Honda come ieri, in quanto a seguire si piazzano Scott McLaughlin e Rinus VeeKay. L’olandese dell’Ed Carpenter Racing dimostra di aver ripreso la forma del 2021 in quanto era stato il migliore tra i piloti del farfallino nelle libere 1.

A seguire la top five si completa con l’accoppiata Ganassi formata da Alex Palou e Marcus Ericsson. Manca all’appello il teammate nonché migliore delle prime libere Scott Dixon, anche lui vittima della nuova pavimentazione, nelle gomme a protezione di curva 4 a 7’ dal termine.

Ma il pilota che ha generato l’incidente più spettacolare è stato Sting Ray Robb, pesantemente a muro in curva 3 a metà sessione e protagonista della seconda red flag, mentre la prima interruzione era stata causata da Romain Grosjean, fuori strada all’ultima curva. Il compagno di squadra Devlin DeFrancesco, sempre nella famigerata curva 3, rovinava irrimediabilmente il fondo vettura.

Ad ogni modo, lo sforzo della DW12-Honda #28 è stato premiato dalla settima posizione finale davanti al trio Arrow McLaren. Migliore tra i rookie ancora Marcus Armstrong, anche se notevolmente ridimensionato rispetto a ieri col ventesimo tempo.

Tutto pronto per le qualifiche, in programma fra poco, alle 2.15 PM, vale a dire le 20.15 nostrane. Diretta in free streaming su IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

I risultati delle Libere 2

Dixon

IndyCar – Dixon inizia bene a St.Pete

Dominio Honda nelle prime libere del Grand Prix of St.Petersburg. Scott Dixon guida una pattuglia di vetture spinte dal motore nipponico, che sembra avere qualcosina in più sulle strade della città della Florida.

Il neozelandese, che a dispetto dei suoi 6 titoli qui non ha mai vinto, ha fermato i cronometri sull’1.01.6145, precedendo di 33 millesimi chi invece qui ha già trionfato nel 2021, Colton Herta. A seguire, sempre dentro li centesimo di distacco, altre due vetture di Ganassi ed Andretti, condotte da Alex Palou e da Kyle Kirkwood, mentre chiude la top five Simon Pagenaud per il Meyer Shank Racing.

Bisogna scendere alla P6 per incontrare il primo motore Chevrolet di Rinus VeeKay del’Ed Carpenter Racing, distanziato da oltre 2 decimi dal leader, mentre l’armata Penske, vittoriosa qui sette volte negli ultimi undici anni, è capitanata dal campione in carica Will Power, solo ottavo dietro David Malukas per Dale Coyne. Migliore fra i rookie Marcus Armstrong, neoacquisto del Chip Ganassi Racing.

In diversi hanno incontrato problemi tra i muretti, fra cui il vincitore 2022 Scott McLaughlin, per due volte costretto ai box per riparazioni, ed il compagno di squadra due volte trionfatore Josef Newgarden, il quale ha chiuso anticipatamente la propria sessione.

Problemi in particolare in uscita da curva 3, che è stata ripavimentata, ed ha visto disavventure per diversi piloti. Il più vigoroso nelle lamentele sicuramente Graham Rahal, che ha descritto come “un incubo” quella sezione del circuito. Non una bella giornata per l’RLL, che ha visto anche il rookie of the year 2022, Christian Lundgaard, autore di appena 13 tornate, toccare il muro.

Tornando ai risultati della pista, non è una novità che sia Pato O’Ward a condurre il rinnovato trio dell’Arrow McLaren in P11, appena avanti Callum Ilott del Juncos Hollinger Racing che piazza anche il deb Agustin canapino in P19, mentre i restanti rookies, Sting Ray Robb e Benjamin Pedersen chiudono la classifica insieme alle monoposto di Bobby Rahal.

Secondo ed ultimo turno di libere oggi alle 10.00 AM locali, a precedere le qualifiche, previste a partire dalle 2.15 PM, vale a dire le 20.15 nostrane. Diretta in free streaming per entrambi su IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream mentre SkySport incredibilmente non trova modo di inserire l’evento tra le repliche della F1 ed altri sport…..

Piero Lonardo

Foto: Chip Ganassi Racing

I risultati delle Libere 1

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Indy NXT – 19 contender per il sogno IndyCar

St.Petersburg sarà anche il teatro della prima stagionale della Road to Indy, la ladder di serie propedeutiche che portano all’IndyCar Series, e che si conclude con la Indy NXT by Firestone, l’ultimo gradino prima delle monoposto più veloci del pianeta.

Saranno ben 19 le vetture a disputarsi un montepremi potenziato rispetto alla scorsa edizione, cui si è aggiunto un ulteriore contributo da parte di Dallara, costruttore delle monoposto IL-15 costituito da 10.000 $ di componenti e servizi, più una giornata al simulatore per il miglior classificato, ed una mezza giornata per gli altri piloti che comporranno il podio finale.

Lo squadrone HMD Motorsports recita la parte del leone con la bellezza di nove monoposto (comprese quelle gestite in partnership con Dale Coyne Racing e Force Indy), tra cui spiccano i già conosciuti Christian Rasmussen (nella foto insieme al vincitore 2022, Matthew Brbahm) e Danial Frost, vincitori di tre gare nella scorsa stagione.

Da segnalare però anche i poliedrici Josh Pierson e Rasmus Lindh, già visti nelle gare di durata di WEC ed IMSA insieme anche a Kyffin Simpson (già nel mirino del Team Ganassi), Nolan Siegel e Christian Bogle, tutti protagonisti di alto livello nella recente Asian Le Mans Series.

Allo squadrone di Henry Malukas, trionfatore nel 2022 con Linus Lundqvist, si contrappone l’Andretti Autosport, che a sua volta schiererà quattro entry capitanate da Hunter McElrea, due vittorie all’attivo, e dal campione Indy Pro 2000 (ora USF Pro 2000) in carica, Louis Foster.

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Grande attesa anche per la tricampionessa della Formula W, Jamie Chadwick, che torna a competere contro l’altro sesso, forte dell’affiliazione con lo sponsor DHL e del ruolo di development driver Williams F1.

Gradito ritorno anche per il Juncos Hollinger, che ricordiamo schiererà il nostro Matteo Nannini insieme al vicecampione Indy Pro, Reece Gold.

Il compagno di squadra del floridiano, terzo classificato della categoria, l’anglo-pakistano Enaam Ahmed, è invece una delle ultime novità dello schieramento, essendosi accasato con il Cape Motorsports, che proporrà anche il figlio e nipote d’arte Jagger Jones.

Infine l’Abel Motorsports, che ha chiuso la propria line-up con Colin Kaminsky, già protagonista nelle ultime stagioni con Pabst Racing in USF 2000 ed Indy Pro, insieme a Jacob Abel.

L’appuntamento con l’Indy NXT è per le prime libere, oggi alle 1.55 PM locali. Qualifiche sabato 4 alle 1.35 PM e gara domenica 5 marzo alle 9.50 AM, pari alle 15.50 italiane, tutte godibili in free streaming sulla piattaforma IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream

Piero Lonardo

Foto: Indy NXT, Jamie Chadwick Racing

L’entry list di St.Petersburg

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IndyCar – In 27 a St.Pete alla caccia di Will Power

Dopo l’estesa pausa invernale nel weekend finalmente ritorna l’Indycar Series con il tradizionale season opener di St.Petersburg. La gara della Florida, giunta alla sua 20ma edizione, presenta la bellezza di 27 vetture, lo schieramento più ampio di full-season entries dalla sua introduzione nel 2003 nell’allora CART.

La squadra da battere sullo splendido cittadino che si snoda intorno alla baia di Tampa è sicuramente il Team Penske, vincitrice ben 11 volte, tra cui 7 delle ultime 11, l’ultima proprio lo scorso anno con Scott McLaughlin, imprendibile dalla pole, e che si presenta col titolo di campione conquistato da Will Power.

Il recordman all-time di pole position trionfò qui nel 2010 e nel 2014, l’anno del suo primo titolo, mentre Josef Newgarden, il terzo asso della squadra del Captain, puó vantare anch’egli due successi nel 2019, anno del suo secondo titolo, e nel 2020.

A contendere il successo sicuramente gli equipaggi motorizzati Honda di Ganassi ed Andretti. I primi con la novità part-time Marcus Armstrong che si affianca al connazionale Scott Dixon, al vincitore dell’ultima Indy 500 Marcus Ericsson, ed al campione 2021 Alex Palou, mentre Kyle Kirkwood al suo secondo anno va a prendere il posto di Alexander Rossi transfuga Arrow McLaren.

Rossi

L’Andretti Autosport dal canto suo dovrà essere capace di non cedere alle distrazioni della futuribile F1 (e di tutte le altre serie nelle quali è coinvolto) per dare finalmente a Colton Herta e Romain Grosjean i mezzi per competere con continuità ad alto livello.

Il team di Zak Brown è quello che può fare il salto definitivo con la sua nuova formazione a tre punte che comprende anche l’ormai consacrato Pato O’Ward ed il rinato Felix Rosenqvist; sullo stesso pieno metteremmo anche il Meyer Shank Racing del quattro volte vincitore della Indy 500, Helio Castroneves, che a St.Pete è recordman di vittorie avendo trionfato per ben tre volte (2006, 2007, 2012) e del campione 2016 Simon Pagenaud.

Tutti da vedere invece i progressi nel Rahal Letterman Lanigan, che vedono ormai nel giovane svedese Christian Lundgaard, Rookie of The Year 2022, la punta di diamante del tridente formato anche da Graham Rahal e Jack Harvey.

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Gradito ritorno a tempo pieno nella serie invece per Santino Ferrucci col rinnovatissimo Team Foyt, rinforzatosi soprattutto nel reparto tecnico con l’ingresso dell’ex-ingegnere di pista di Scott Dixon, Michael Cannon, nella speranza di elevarsi dai team di secondo piano, tra i quali sembra essere scivolato l’Ed Carpenter Racing dopo gli exploit di due stagioni or sono nonostante gli sforzi di Rinus VeeKay e Conor Daly. I piani del Dale Coyne Racing sono invece principalmente legati alle prestazioni (e ai fondi) di David Malukas, mentre al Juncos Hollinger Racing Callum Ilott dovrà solo mostrarsi meno irruento e più concreto, perchè la velocità c’è già tutta.

Quattro i rookies, ripartiti in altrettante squadre. Se Sting Ray Robb (Dale Coyne) e Benjamin Pedersen (Foyt) hanno fatto già vedere cosa sanno fare nella Indy Lights (ora IndyNXT), Marcus Armstrong ed Agustin Canapino dovranno dimostrare di essere tagliati per le monoposto più veloci del pianeta. Il kiwi del Team Ganassi potrà contare, oltre che sull’esperienza sulle monoposto FIA, su un anno di apprendistato limitato agli stradali e cittadini prima eventualmente di passare full-time col ritiro di Takuma Sato, mentre l’argentino, che comunque ha già dimostrato il proprio valore nelle ruote coperte, disporrà dell’appoggio di un’intera nazione, a partire dal suo team principal, Ricardo Juncos.

Chi incredibilmente mancherà è il campione Indy Lights in carica, Linus Lundqvist, il primo dopo anni a non trovare un volante (anche agli scarsi fondi messi a disposizione lo scorso anno per il vincitore della serie) nemmeno parziale nella serie maggiore.

Qualche novità tecnica anche sulle monoposto ricordiamo made in Dallara, che nonostante datino come primo progetto il 2012 sono state continuamente oggetto di miglioramento, soprattutto in ottica sicurezza.

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Al riguardo, sono stati introdotti due profili anteriori obbligatori per deviare l’acqua dall’aeroscreen in condizioni di bagnato, oltre a luci LED più visibili sotto il profilo alare posteriore, esteso in lunghezza, oltre a cavi di fissaggio (tethers) più resistenti sempre al posteriore, ad un nuovo poggiatesta ed ad un nuovo e un più resistente piantone dello sterzo.

Dal punto di vista strettamente aerodinamico invece, sono stati previsti nuovi profili inferiori (barge-boards) opzionali per i cittadini e gli ovali corti, mentre per il Texas sono stati resi opzionali i profili verticali dell’ala posteriore. Le ultime novità riguardano infine la sola Indy 500 e comprendono un nuovo pilone dall’ala posteriore, un nuovo flap opzionale, e una serie di nuovi profili definiti “di stabilità”, oltre al barge-board già citato sopra.

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Novità anche nel regolamento sportivo, che per le gare di St.Petersburg, Long Beach e di Gateway prevedrà la possibilità di utilizzare un secondo set di gomme alternate indifferentemente nei due turni di libere, con l’obbligo però di dover ritornare però un set di alternate e uno di primary prima delle qualifiche. Questa formula, che evidenziamo prevede anche per la prima volta l’utilizzo delle “red” anche su un ovale, se fornirà risultati positivi verrà poi prevedibilmente estesa al resto del calendario. Ricordiamo anche che a St.Pete torneranno le gomme “green” derivate dal guayule che hanno debuttato positivamente a Nashville lo scorso anno, e che verranno adottate nei restanti circuiti cittadini.

L’inizio delle attività in pista per l’IndyCar Series è previsto per venerdì 3 marzo alle 3.00 PM locali con le prime libere. Qualifiche sabato 4 alle 2.15 PM e gara domenica 5 marzo alle 12.20 PM, vale a dire le 18.20 italiane, visibile a pagamento su SkySport Arena. Al momento, nonostante i proclami dello scorso anno, libere e qualifiche non risultano nella guida tv dell’emittente a pagamento, ma si potranno comunque godere in free streaming sulla piattaforma IndyCar Live! https://www.indycar.com/ways-to-watch/stream

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

L’entry List di St.Petersburg

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IndyCar – Conor Daly parteciperà alla Daytona 500

Conor Daly ce l’ha fatta e sarà il 62mo pilota nella storia ad aver disputato sia la Indy 500 che la Daytona 500, le gare più seguite del panorama motoristico USA.

L’avventura del pilota dell’Ed Carpenter Racing alla 65ma edizione della storica gara NASCAR non era cominciata nel migliore dei modi, per colpa di una perdita d’olio che ha impedito alla Chevy Bitnile #50 di qualificarsi mercoledí.

Anche l’inizio del cosiddetto Duel 2, una delle qualifying race corsa stanotte non sembrava dei migliori, ma un incidente nella fasi iniziali della gara ha permesso al The Money Team, la squadra dell’ex-pugile Floyd Mayweather Jr., di effettuare cambiamenti significativi alla vettura che hanno dato buon esito.

Poi, un paio di disavventure ad altrettanti competitor, Chandler Smith ed Austin Hill, ha permesso a Daly di classificarsi 17mo ed occupare l’ultimo posto dei 40 a disposizione (gli altri tre sono stati occupati da Zane Smith, Jimmie Johnson e Travis Pastrana) per la gara di domenica, che prenderà il via alle 2.30 PM locali, le 20.30 italiane.

Piero Lonardo

Foto: NASCAR