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IndyCar – Appiedato Blomqvist, torna Castroneves. Approfondiamo il “mistero” Vautier

Con una decisione inaspettata, il Meyer Shank Racing ha “parcheggiato” Tom Blomqvist per i prossimi due appuntamenti di Detroit e Road America.

Il rookie britannico, reduce da una Indy 500 conclusa al primo giro in incidente che ha tolto di mezzo anche Marcus Ericsson, sarà sostituito per queste due gare da Helio Castroneves.

Bloqmvist ha iniziato la stagione con un incoraggiante 15mo posto a St.Petersburg, ma poi non è andato oltre la 19ma piazza a Barber Park con una vettura che ha invece permesso al compagno di squadra Felix Rosenqvist tre top five, compresa la gara fuori campionato del Thermal Club, ed una pole a Long Beach.

“E’ stata la decisione più dura che io abbia mai dovuto prendere” ha commentato al riguardo Mike Shank, che per rimpiazzare per il resto della stagione il campione IMSA 2022 dovrà guardarsi in giro. A disposizione, ma non full-time, il “solito” Callum Ilott, oppure si potrebbe sperare nella completa riabilitazione di David Malukas, ma forse la soluzione definitiva Shank potrebbe ritrovarsela in casa, col rientro a tempo pieno di Simon Pagenaud.

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Il pilota francese, infortunatosi un anno fa a Mid-Ohio su una monoposto del team, era presente ad Indianapolis, dove ha guidato la macchina del compianto Gil de Ferran.

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Due parole invece sull’ingaggio di Tristan Vautier al Dale Coyne Racing per la prossima gara. Chi conosce l’ambiente sa che il pilota francese, asso della filiera Road to Indy con i titoli Star Mazda ed Indy Lights nel biennio 2011-2012, ha un manager d’eccezione in Olivier Panis, che è sempre pronto a “piazzarlo” (vedi Vanwall nel WEC, dove lo scorso anno rimpiazzò Jacques Villeneuve) dove occorre. Al punto di farlo diventare persino pilota di riserva Cadillac LMH alla prossima Le Mans nonostante la scarsa esperienza (solo due partecipazioni) sul circuito della Sarthe.

Ma la dote principale di Vautier è il presenzialismo; infatti, aldilà dei suoi meriti sportivi – ricordiamo che non guida una vettura IndyCar dal 2017 e l’unica sua top five in 31 partenze è stata proprio a Detroit nella caotica gara 2 del 2015 col team di Plainfield – è presente praticamente in ogni paddock da entrambi i lati dell’oceano.

Vedremo se si tratterà di una one-off oppure se il rapporto proseguirà anche nelle prossime gare, assunto che l’altra vettura del team è già “in share” tra Nolan Siegel e Jack Harvey, e che l’alternanza renderebbe quest’ultimo disponibile solo per l’appuntamento di Toronto a fine luglio.

Piero Lonardo

Foto: MSR, NTT IndyCar Series, DCR

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IndyCar – La serie riparte da Detroit

Nel weekend l’IndyCar Series ritorna per il terzo appuntamento cittadino dell’anno sulle strade di Detroit. Difficile dimenticare la Indy 500 di domenica scorsa, una delle edizioni più tirate nel recente passato, sin dalle prime fasi, anche a causa dell’incombente minaccia di pioggia.

Indimenticabile poi il finale, coronato dal back-to-back di Josef Newgarden e contestualmente dalla nuova delusione per Pato O’Ward. A dispetto del weather delay di oltre quattro ore, la 108ma Greatest Spectacle in Racing ha raccolto davanti agli schermi, fisici o virtuali, della NBC, la bellezza di 5,3 milioni di spettatori; in più, il nuovo montepremi ha permesso guadagni più alti per i piloti, con Newgarden a fare ovviamente la parte del leone con la bellezza di 4,2 milioni di Dollari, compreso il bonus di 440,000 $ per essere riuscito a bissare il successo 2023.

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Ad ogni modo, Life goes on, e a partire da venerdì le 27 monoposto full-season romberanno per le vie della Motor City per il primo dei tre appuntamenti del mese all’interno della concitata schedule estiva della serie.

Occhi puntati sicuramente su Newgarden, capace di sconfiggere i propri detrattori dopo lo scandalo dei Push-To-Pass che è costato il successo di St.Pete, che ritroverà ai box Tim Cindric e Luke Mason, appiedati per il doppio appuntamento all’IMSA.

Alex Palou dal canto suo si presenta con la corona di capoclassifica dopo la vittoria al Sonsio GP, che anche lo scorso anno fu la prima scintilla verso uno spettacolare mese di giugno che ha catapultato il catalano verso il secondo titolo, inseguito da Scott Dixon, finora nel giusto percorso verso un eventuale settimo sigillo, e come Will Power, grazie a ben tre secondi posti.

C’è poi sempre da tenere in considerazione Pato O’Ward, che nonostante la vittoria “ereditata” in Florida ed il secondo posto di domenica, non ha ottenuto altri piazzamenti, e a Detroit ha già vinto, ancorché sul tracciato precedente, nella seconda gara del 2021.

Théo Pourchaire riprenderà il volante della McLaren #6 da qui fino al termine della stagione, mentre al momento non sappiamo ancora se Luca Ghiotto potrà ripetersi alla guida della seconda vettura del Dale Coyne Racing dopo le convincenti prove di Barber Park ed Indianapolis.

UPDATE: Sarà Tristan Vautier, appena nominato pilota di riserva Cadillac a Le Mans, ad occupare il sedile della DW12-Honda #51 a Detroit .

A Detroit infine ritornerà anche l’Indy NXT, con Nolan Siegel e Louis Foster ad inseguire Jacob Abel, unico pilota a ripetersi fin qui, in gara singola.

L’appuntamento con l’IndyCar Series a Detroit è per venerdì 31 maggio alle 3.00 PM ET con le prime libere. Qualifiche sabato 1° giugno dalle 12.15 PM ET, le 18.15 nostrane, e start della gara alle 12.30 PM ET di domenica 2 giugno.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

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IndyCar – Newgarden risorge a Indianapolis

Josef Newgarden mette a tacere tutti i denigratori vincendo la 108ma Indy 500. Si tratta di una vittoria storica quanto sofferta, il primo back-to-back in 22 anni, nonchè 20ma vittoria per il team Penske all’IMS, sigillata da un sorpasso mozzafiato in curva 3 all’ultimo giro su Pato O’Ward, che termina secondo per la seconda volta in tre anni.

La gara, che vedeva una prima fila tutta Penske dove Newgarden fungeva da terza punta stanti le ottime prestazioni ottenute da Scott McLaughlin e Will Power, vedeva un avvio tormentato dopo un rinvio per la tanto temuta pioggia di ben 5h45’.

Subito out Marcus Ericsson, centrato da Blomqvist, e Pietro Fittipaldi, toccato da Callum Ilott, mentre Marcus Armstrong chiudeva la gara dopo appena 6 tornate col motore Honda ko, imitato poco più tardi da Katharine Legge, mentre Linus Lundqvist chiuderà a muro al lap 28.

Kyle Larson frattanto, il quale aveva preferito il pubblico dell’Indiana allo start della Coca Cola 600, commette il primo dei due errori veniali che gli costeranno una buona posizione finale, ripartendo in prima marcia; più avanti nella gara, rientrato nella seconda metà della top ten, arriverà lungo in pitlane guadagnando l’inevitabile Drive Through.

Conor Daly frattanto optava per una strategia alternativa, condivisa nella sostanza con Sting Ray Robb e Christian Lundgaard, che porrà spesso i tre davanti al gruppo dei migliori in attesa delle relative soste. Poco dopo la metà gara la quarta Caution per rimuovere la vettura di Felix Rosenqvist con l’ennesimo motore Honda ko.

La lotta per il primato reale vedeva protagoniste cinque piloti: Alexander Rossi, Scott McLaughlin, Colton Herta, Josef Newgarden e Santino Ferrucci, col kiwi a riprendere presto il comando delle operazioni, ma il portacolori dell’Andretti Global al lap 86 la perdeva in T1 provocando la quinta neutralizzazione.

Seguono una ventina di giri in regime di corsa libera prima che Ryan Hunter-Reay finisse vittima di un contatto con Scott Dixon, che lo chiudeva in un modo ritenuto poco ortodosso dal popolare Captain America, provocando la sesta neutralizzazione; ma sappiamo che yellow chiama yellow, e al restart Marco Andretti si girava in curva 3, ed avevamo appena passato metà gara.

Questo era il momento di Dixon, che mediante una strategia conservativa concretizzata da un overcut, si poneva tra i contender, sorpassando O’Ward per la leadership temporanea poco prima di vedere Power stamparsi sulle safer barrier.

Ma eravamo ormai nell’ultimo quarto di gara, quello decisivo, e le due Arrow McLaren iniziavano a giocare di squadra per risparmiare etanolo. Strategia che sortiva effetti apparentemente positivi, in quanto dopo l’ultimo giro di pit Dixon, pur uscendo davanti a Rossi, non poteva resistere al ritorno di Newgarden.

I due per qualche giro si scambiano le scie, mentre McLaughlin frattanto è uscito dalla otta per il primato, alle prese con problemi di frizione, ma, approfittando anche del complice inconsapevole Agustin Canapino doppiato, le due McLaren iniziavano il forcing finale su Newgarden, prima con Rossi e poi negli ultimo 5 giri con O’Ward.

Il duello fra il messicano e Newgarden infiammava il pubblico, che dimostrava un tifo da stadio per l’alfiere di Zak Brown, che al segnale del last lap sembrava finalmente essere riuscito a togliersi la maledizione dell’IMSA, ma a due curve dalla bandiera a scacchi subiva un sorpasso impossibile da parte di Newgarden, che andava ripetersi scatenandosi come lo scorso anno in mezzo al pubblico.

Dixon chiudeva in terza posizione scavalcando Rossi, mentre un sornione Alex Palou si appropriava della quinta piazza davanti a McLaughlin e a Kyle Kirkwood, unico della pattuglia Andretti a concludere a pieni giri. Migliore dei rookie, Christian Rasmussen, 12mo.

In classifica generale, il risultato odierno non scalza Palou dalla leadership con 183 punti contro i 163 di Dixon ed i 157 di Power; Newgarden, dopo la squalifica di St.Pete, si riporta in settima posizione a -61 lunghezze.

L’IndyCar Series tornerà già la prossima settimana per l’appuntamento cittadino di Detroit.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

L’ordine di arrivo della Indy 500

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IndyCar – Dixon e Castroneves impressionano nel Carb Day

Nella lista dei tempi del Carb(uration) Day a Indianapolis due vecchie volpi si sono messi dietro tutto il parco di giovani leoni. Sono Scott Dixon, 43 anni, vincitore 2008, ed Helio Castroneves, 49 primavere, alla ricerca del quinto successo alla 500 Miglia.

Dixon, a dispetto dei problemi nelle libere e nelle qualifiche, col cambio di motore prima del Day1, ha fissato la migliore prestazione nelle due ore a disposizione in 227.206 mph. Dietro il sei volte campione, Castroneves con la terza vettura del Meyer Shank Racing, ha sfiorato le 227 miglia orarie. I due partiranno in gara affiancati in settima fila.

A seguire, Pato O’Ward, Colton Herta e l’insospettabile Tom Blomqvist, alla prima gara su ovale della carriera. Completano la top ten odierna Marcus Ericsson, la cui vettura oggi sembrava un’altra rispetto a quella che ha faticato a qualificarsi lo scorso weekend, Agustin Canapino, vero underdog della manifestazione, Felix Rosenqvist, a riprova della bontà del setup del MSR, il campione in carica della serie Alex Palou ed il veterano Ryan Hunter-Reay, un altro degli outsider da tenere d’occhio con la DW12-Chevy del Dreyer & Reinbold w/Cusick.

La trimurti Penske, proprietaria dell’intera Front Row, non impressiona, chiudendo in P20, 21 ed addirittura 32 rispettivamente con il polesitter Scott McLaughlin, Will Power ed il vincitore dello scorso anno Josef Newgarden.

Qualche problema tecnico di troppo per Santino Ferrucci, che ricordiamo partirà dalla sesta piazzola, costretto ai box per notevoli problemi di assetto, e per Christian Lundgaard.

L’osservato speciale Kyle Larson dal canto suo ha propiziato l’unica vera neutralizzazione della giornata, rimanendo senza etanolo a 10’ dal termine dopo aver segnato la 13ma prestazione. L’impegno del campione NASCAR 2021 sarà vincolato, come già riportato su queste pagine, al successivo impegno della Cup Series sull’ovale di Charlotte.

La giornata odierna proseguirà con la Pitstop Challenge, mentre per rivedere i piloti in pista si dovrà attendere la partenza della 108ma edizione del Greatest Spectacle in Racing, prevista – meteo permettendo – domenica 26 alle ore 11.00 AM ET, le 17 in Italia.

La gara potrebbe essere facilmente spostata a lunedí, evento non raro nella storia della Indy 500 in quanto si è corso diverse volte nel Memorial Day, l’ultima però nel lontano 1966, storica vittoria di Graham Hill, secondo gradino verso la Triple Crown. Più prossime ai nostri giorni invece i rinvii al martedí del 1997 (secondo successo di Arie Luyendyk) e soprattutto il rinvio addirittura al sabato successivo del 1986, anno in cui trionfò Bobby Rahal.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati del Carb Day

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IndyCar – Pioggia in arrivo a Indianapolis: “Double” a rischio?

Cresce l’attesa per la 108ma Indy 500, e fra i temi della gara è spuntato anche il meteo. Dopo che la pioggia è stata protagonista, in senso negativo, nei primi due giorni di prove libere, sono infatti previste piogge persistenti per tutta la giornata di domenica 26 maggio, che potrebbero fare slittare la gara a lunedí. Il rischio pioggia peraltro, almeno per le previsioni attualmente in nostro possesso, non sarebbe del tutto scongiurato nemmeno il giorno successivo.

Eventuali rinvii nella giornata di domenica porrebbero a rischio anche la presenza di Kyle Larson. La star della NASCAR è infatti atteso al “Double” con la Coca Cola 600 a Charlotte, la gara più lunga della Cup Series, una volta terminata la Indy 500, evento come abbiamo ricordato in precedenza su queste pagine si dovrebbe ripetere per la nona volta nella storia del Greatest Spectacle in Racing.

Il timing in questo caso è vitale per permettere al pilota di Hendrick Motorsports di raggiungere il North Carolina via elicottero e jet privato, e anche se la NASCAR ha già fatto sapere di essere disponibile ad accettare un piccolo ritardo, cosa che è già accaduta peraltro domenica scorsa a North Wilkesboro, dove Larson ha chiuso in P4 dopo aver disputato la Firestone Fast Six a Indy chiudendo con la quinta prestazione. I tempi di arrivo potrebbero essere ulteriormente dilatati dalla presenza a Charlotte dell’ex presidente Trump, che comporterebbe una no-fly-zone nella zona del circuito.

In casa Arrow McLaren si stanno soppesando le alternative possibili, che contemplano addirittura la possibilità che Larson salti la gara della Cup Series, rinunciando ai punti in palio e rendendo quindi nullo il “Double” in funzione della partecipazione, dimostratasi altamente competitiva, alla Indy 500.

Il contingency plan potrebbe però anche prevedere, al contrario, la sostituzione di Larson a Indianapolis. In questo caso sarebbero stati attivati sia Tony Kanaan, ora DS del team, che Nolan Siegel. Il primo, ricordiamo vincitore 2013, secondo il regolamento dovrebbe sottostare ad un refresher test, mentre il rookie californiano, già arruolabile senza test aggiuntivi, unica “vittima” della Last Chance Qualifying, non è estraneo al team di Zak Brown, avendo in programma la sua prima 24 Ore di Le Mans con United Autosports.

Vedremo nelle prossime ore come si evolverà la situazione in casa McLaren; nel frattempo venerdí è in programma il Carb(uration) Day, le ultime due ore di prove libere, a partire dalle 11.00 AM ET, le 17 nostrane, visibili sulla piattaforma IndyCar Live.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

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IndyCar – Newgarden chiude al top a Indy prima del weekend di gara

Josef Newgarden si candida al back to back a Indy chiudendo in cima alla graduatoria al termine delle due ore di libere disputate lunedí. E’ dal 2002 con Helio Castroneves che un pilota non si ripete per due anni di fila alla 500 Miglia, e prima ancora bisogna risalire addirittura al 1971 e ad Al Unser Sr.

Nonostante gli sia sfuggita la pole position, il vincitore 2023 ha sfruttato al meglio la giornata, la più produttiva relativamente alle libere di tutta la settimana, per piazzare una velocità di 226.238 mph, quanto basta per superare Colton Herta, che fino a quel momento dominava la classifica.

La superiorità del Team Penske, dominatrice delle qualifiche, si è concretizzata anche col terzo tempo di Will Power, mentre il polesitter Scott McLaughlin ha chiuso in P21. Sorpresa, ma fino ad un certo punto, della giornata, Agustin Canapino accreditato del quarto tempo, mentre Christian Rasmussen con la sesta prestazione è stato il più veloce dei rookie.

Ad ogni modo, gli unici propulsori Honda in top ten, oltre ad Herta sono quelli di Scott Dixon, P7, e di Marco Andretti, decimo davanti ad un Graham Rahal ben diverso da quello visto nei due giorni precedenti e che ha rischiato la seconda mancata qualificazione di seguito. L’altro protagonista sfortunato del Pole Day, Marcus Ericsson, ha chiuso invece col 25mo tempo. Ricordiamo che oggi le potenze sono tornate a quelle di gara con circa 100 HP in meno.

Tutti e 33 i piloti qualificati hanno toccato la pista per un totale di 2.655 giri, compreso Kyle Larson, reduce dalla All-Star Race NASCAR presso il North Wilkesboro Speedway, disputata nella serata di domenica e chiusa al quarto posto dopo essere partito dal fondo per aver saltato le qualifiche.

L’unico brivido della giornata è stato causato da Tom Blomqvist, autore di un testacoda in corsia box nel finale di sessione, fortunatamente senza conseguenze per tutti.

Ora stop fino a venerdi 24 maggio ed il Carb Day per le ultime due ore di libere prima dello start di domenica 26, in programma dalle 11.00 AM ET.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati delle Libere 8

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IndyCar – McLaughlin guida lo sweep Penske della front row a Indy. Siegel out

Scott McLaughlin è il polesitter della 108ma Indy 500. Il kiwi con la DW12-Chevy #3 ribattezzata “Yellow Submarine” ha guidato lo sweep dell’intera prima fila da parte delle vetture del Team Penske con la media record (per la pole position) di 234.220 mph sui tradizionali quattro giri.

Niente da fare per Will Power e Josef Newgarden, che affiancheranno McLaughlin in prima fila domenica prossima, con la seconda occupata da Alexander Rossi, Kyle Larson e Santino Ferrucci. Sei vetture motorizzate Chevy.

La giornata era iniziata con la Top Twelve che ha definito la terza e la quarta fila dopo che ieri erano già state assegnate le posizioni dalla 13 alla 30 in griglia. Rinus VeeKay ha fallito di poco la fase successiva, precedendo Pato O’Ward, Felix Rosenqvist, Takuma Sato, Kyle Kirkwood e Ryan Hunter-Reay.

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Successivamente è toccato alla Last Chance Qualifying, che doveva definire l’ultima fila, “bumpando” la 34ma media. Alla fine è stato Nolan Siegel a cedere, finendo anche a muro nell’ultimo tentativo, a tempo scaduto, dopo essere stato scalzato da Marcus Ericsson.

Lo svedese, ricordiamo vincitore due anni or sono, aveva abortito il suo primo tentativo, forse addirittura per errore, lasciando aperta fino agli ultimi minuti dell’ora a disposizione la possibilità di una clamorosa eliminazione. Katharine Legge, non senza difficoltà, ha portato l’unica vettura del Dale Coyne Racing in griglia davanti ad Ericsson e a Graham Rahal.

Per i 33 qualificati, domani si riprende con le prove libere con i motori depotenziati in assetto gara, dalle 1.00 PM ET alle 3.00 PM ET, poi pausa di quattro giorni fino a venerdi 24 per il Carb Day, prima dello start del Greatest Spectacle in Racing, domenica 26 maggio alle 11.00 AM ET, le 17 italiane.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati delle Qualifiche-Day 2

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IndyCar – A Indianapolis, dominio Penske nel Day 1 delle qualifiche, ma quanti problemi Chevy!

Il primo giorno delle qualifiche della 108ma Indy 500 si chiude con le tre vetture del Team Penske davanti a tutti. Scott McLaughlin, secondo a uscire grazie al sorteggio, ha segnato la prima media sopra le 233 mph, superato poco dopo da Will Power, autore dei migliori quattro giri a 233.758 mph, e imitato al tentativo successivo da Josef Newgarden, con la terza prestazione che resisterà sino al termine delle ben sette ore a disposizione. Nel frattempo però Rinus VeeKay, uno dei protagonisti più attesi, si era già stampato a muro in turn 3.

La seconda opportunità di tentativi ha visto diversi miglioramenti, protagonisti soprattutto le McLaren, che dopo la prima serie garantita non avevano nessuna macchina qualificata. Kyle Larson abortiva infatti il proprio fruttuoso primo stint a causa di una defaillance temporanea del suo motore Chevy (la prima di tante vedremo poi), Pato O’Ward ed Alexander Rossi optavano per presentarsi più tardi sperando in condizioni più favorevoli e Callum Ilott vedeva la sua media cancellata, che al momento lo vedeva settimo, per un’infrazione tecnica alla ruota posteriore sinistra.

La “resurrezione” del team papaya portava Rossi in P4, Larson in P6 ed O’Ward in P10. Solo Ilott falliva la Top Twelve chiudendo con la quindicesima prestazione.

Altri eroi della second chance Ryan Hunter-Reay, un altro pilota che ha atteso ad uscire nel turno indicato nel sorteggio, il quale riuscirà ad ottenere l’ultimo posto utile per giocarsela nel day 2, e soprattutto VeeKay, che grazie alla crew dell’Ed Carpenter Racing, dopo aver portato la sua DW12 dentro i primi 30, si giocava il tutto per tutto nel finale, piazzandosi davanti “Captain America”.

Unici Honda a qualificarsi per la Top Twelve, Kyle Kirkwood, Felix Rosenqvist e Takuma Sato. Della partita anche Santino Ferrucci, ottavo.

Amarezza per Colton Herta ed Alex Palou, “bumpati” dai primi dodici nelle ultime fasi, ma soprattutto per Graham Rahal e Marcus Ericsson, che domani dovranno giocarsela con Katharine Legge e Nolan Siegel per guadagnare un posto in ultima fila.

Se i motori Chevrolet hanno dominato la parte superiore della graduatoria con Penske e McLaren, vanno però segnalate le tante defaillance di motore che hanno colpito i propulsori preparati da Illmor. Vittime, oltre al già citato Larson al primo tentativo, anche il compagno di squadra O’Ward, le vetture dell’ECR del patron Ed Carpenter e di Christian Rasmussen – quest’ultimo fermato inspiegabilmente dalla direzione gara mentre stava comunque migliorando la sua 24ma media – quella del DRR w/Cusick di Conor Daly, e soprattutto di Agustin Canapino, che nelle fasi finali è stato privato di una clamorosa Top Twelve per il Juncos Hollinger.

Tra gli insoddisfatti della giornata odierna ci mettiamo anche Scott Dixon, che fra una settimana partirà dalla settima fila nonostante un precauzionale cambio di motore.

Domani il programma prevede due ore di prove libere dalle 12.00 PM ET alle 2.00 PM ET, quindi la Top Twelve, che assegnerà la terza e la quarta fila, della durata di un’ora a partire dalle 3.05 PM ET, seguita dalla Last Chance Qualifying alle 4.15 PM ET, per concludersi con la Firestone Fast Six, che definirà la pole position e le prime due file della 108ma Indy 500, dalle 5.25 PM ET.

Il Day 2 della qualifiche sarà fruibile anche sui canali SkySport, oltre che, come al solito, sulla piattaforma IndyCar Live.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati delle Qualifiche-Day 1

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IndyCar – Herta il più veloce nel fast Friday, ma attenti a Penske!

Colton Herta chiude il Fast Friday al comando con 234.974 mph. Con le vetture potenziate con circa 100 HP extra, solo altri quattro piloti sono riusciti a scavalcare il muro delle 234 mph: seguono in graduatoria l’attesissimo Kyle Larson, Josef Newgarden, Scott McLaughlin ed Alexander Rossi.

Ma la classifica cui fare riferimento in funzione delle qualifiche è quella dei giri “No tow”, vale a dire senza l’aiuto di una vettura a fornire scia. Qui le vetture del Team Penske hanno quasi fatto en plein con Newgarden davanti a McLaughlin e Power quarto preceduto da Alexander Rossi. Il quinto tempo di Pato O’Ward suggella l’apparente supremazia delle Dallara motorizzate Chevy, con Takuma Sato solo P7 migliore delle Honda.

Non bastasse, le simulazioni sui quattro giri hanno consolidato addirittura una tripletta Penske. Qui è stato Helio Castroneves, alla ricerca della quinta bottiglia di latte a brillare per il motorista nipponico con l’ottava media. Nel mix anche Rinus VeeKay, ricordiamo in prima fila nelle ultime tre edizioni del Greatest Spectacle in Racing.

Unico contatto della giornata per Nolan Siegel, a complicare le cose per il Dale Coyne Racing, costretto ad approntare la vettura utilizzata da Luca Ghiotto lo scorso weekend nell’Indy GP.

Sarà Kyle Kirkwood, a seguito del tradizionale sorteggio, ad aprire le danze nelle qualifiche oggi alle 11.00 AM ET, le 17 italiane, seguito da Scott McLaughlin e Kyffin Simpson. Newgarden, vincitore 2023, sarà protagonista del decimo tentativo, mentre Castroneves sarà il penultimo, a precedere Alexander Rossi.

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Prima del segmento che fisserà in modo definitivo, come da regolamento, le file dalla quinta alla decima, e che si protrarrà sino alle 6.00 PM ET, un’ora di riscaldamento dalle 8.30 AM ET. Le dodici migliori medie e le peggiori quattro saranno invece protagoniste della giornata di domenica che assegnerà la pole position e l’ultima fila.

La giornata odierna potrà essere ancora una volta fruita in streaming solo su IndyCar Live.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati delle Libere 5

I risultati delle Libere 5 (No Tow)

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IndyCar – Lundqvist ed Ericsson a muro, ma a Indy il più veloce è O’Ward

Il meteo a dir poco sfavorevole delle prime due giornate hanno giocoforza costretto team e piloti ad un diverso programma per le libere 4 della Indy 500. Le poche prove di qualifica sono state mediamente vanificate dal traffico in pista, per cui nessuno è sceso sotto le 229 mph.

La palma del migliore al termine della giornata va a Pato O’Ward, presto autore di 228.861 mph davanti a Scott McLaughlin con 227.316 ed Alex Palou addirittura sotto le 227 mph con 226.915.

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La sessione è stata caratterizzata da due big crash. Primo protagonista Linus Lundqvist, lungo e a muro nel primo pomeriggio in curva 2, seguito più tardi da Marcus Ericsson, troppo stretto in curva 4, il quale ha carambolato violentemente su entrambi i lati della pista. Piloti ok, ma nuova vettura da mettere a disposizione dell’ex-vincitore da parte di Andretti Global.

L’immancabile acquazzone ed una neutralizzazione per la macchina di Conor Daly lenta in pista hanno sostanzialmente chiuso le ostilità prima dell’odierno Fast Friday con i motori in assetto da qualifica. Il programma dovrebbe partire alle 12.00 PM ET fino alle 06.00 PM ET, ovviamente pioggia permettendo, come sempre godibile in streaming su IndyCar Live.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati delle Libere 4