2024 INDYCAR: INDYCAR Testing at Sebring

IndyCar – Ericsson e Power al comando negli ultimi test prima di St.Pete

Concluso ieri anche l’ultimo appuntamento prestagionale dell’IndyCar Series. Sul corto di Sebring si sono dati appuntamento i team full-season per provare la configurazione tecnica che verrà portata in corsa fra meno di due settimane a St.Petersburg.

Come noto, l’unità ibrida, novità assoluta per la serie, verrà attivata solo dopo la Indy 500, ma a parte ciò, tutti i particolari tecnici introdotti con quest’ultima release da Dallara e volti a compensare l’aumento di peso saranno disponibili già sulle strade della Florida.

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Al termine della due giorni è stato Marcus Ericsson a svettare col tempo di 51.9512. Dietro il neoacquisto dell’Andretti Global Will Power, ad appena 76 decimillesimi, con la #12, rivelata per l’occasione, in livrea “quasi retro” dato che riporta i colori utilizzati a partire dal 2010 dal campione australiano.

A seguire, sempre con distacchi minimi, il migliore dell’Arrow McLaren, Pato O’Ward, impegnato anche nel doppio compito di deliberare la vettura #6 per l’assente David Malukas, ed il nuovo arrivato del Meyer Shank Racing, Felix Rosenqvist.

2024 INDYCAR: INDYCAR Testing at Sebring

Lunedí, con 15 piloti presenti, è stato invece Alex Palou, anch’egli con i nuovi colori DHL, a svettare con 52.0883 su Christian Lundgaard e Josef Newgarden.

Alle due sessioni hanno partecipato, come preannunciato su queste pagine, le due macchine del Dale Coyne Racing con Colin Braun e Jack Harvey alla guida. Non è stata una sorpresa verificare che sono state le due vetture più lente del lotto, ma va segnalato che il texano, al debutto su queste monoposto, ha superato il veterano britannico.

Ora la parola va alle strade di St.Petersburg, dove l’attività inizierà venerdí 8 marzo con le prime libere. Qualifiche sabato 9 a partire dalle 2.00 PM locali e start della gara alle 12.15 PM di domenica 10 marzo, vale a dire le 18.15 italiane. Confermata la copertura da parte di SkySport anche per questa stagione.

La prossima sessione di test invece riguarderà tutti i team che non hanno ancora avuto la possibilità di provare le componenti ibride, vale a dire A.J. Foyt Racing, Dale Coyne Racing, Ed Carpenter Racing, Juncos Hollinger Racing, Meyer Shank Racing e Rahal Letterman Lanigan Racing, ed avverà il 28-29 marzo sullo stradale di Indianapolis.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

I risultati dei test di Sebring

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IndyCar – Harvey e Braun testeranno a Sebring, ma non Ilott, bloccato a Lusail. Le nuove livree Andretti

Mancano solo due settimane al season opener IndyCar di St.Petersburg e ancora non si conoscono i piloti che affronteranno con certezza la serie 2024 col Dale Coyne Racing. E’ notizia di poco fa che il team sarà regolarmente presente ai prossimi test collettivi di Sebring, facendo girare Jack Harvey con la DW12-Honda #18 lunedí 26 febbraio e Colin Braun martedí 27.

Harvey è da tempo il candidato numero uno a riempire uno dei sedili della squadra, anche se pare di non disporre di sponsor tali da garantire una stagione intera, mentre per il 35enne Braun un eventuale ingaggio sarebbe il degno coronamento di un sogno dopo le tante vittorie nelle ruote coperte.

A Sebring non ci sarà invece Callum Ilott, definitivamente bloccato in Qatar a causa del rinvio del Prologo WEC. In casa Arrow McLaren hanno comunque preparato tutte e tre le monoposto in configurazione St.Pete, che verranno gestite dai due piloti abili, Pato O’Ward ed Alexander Rossi, in assenza dell’infortunato David Malukas, a prescindere dall’eventuale sostituto, che comunque dovrebbe essere proprio lo stesso Ilott.

I due piloti del team di Zak Brown hanno partecipato all’ultimo test delle vetture in configurazione ibrida svoltosi il 20 e 21 febbraio ad Homestead, insieme a Penske, Ganassi ed Andretti. Le risultanze del test con l’ERS sono state positive, al punto di non avere danni meccanici di sorta, un ottimo segno in vista dell’attivazione del sistema ibrido, che verrà posto in azione dopo Indianapolis.

Presentate infine le nuove livree primarie dell’Andretti Global. Per la prima volta il team userà una linea cromatica simile per tutte e tre le vetture, che verranno affidate a Colton Herta, Kyle Kirkwood e Marcus Ericsson.

Piero Lonardo

Foto: Andretti Global

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IndyCar – Ilott testa per Arrow McLaren a Homestead. Palou si aggiunge ai campioni IndyCar a Le Mans

Sarà Callum Ilott a sostituire l’infortunato David Malukas a St.Petersburg? Pare di sì, in quanto il 25enne pilota britannico è stato attivato per i prossimi test che il team Arrow McLaren sosterrà a Homestead a partire da mercoledì 21 febbraio.

Ilott, dopo due stagioni complete col Juncos Hollinger Racing dove ha dimostrato una buona competitività, nonostante un team non sempre all’altezza, è ora impegnato col team Jota nel World Endurance Championship, dove a partire da sabato prossimo si partirà col Prologo, i test collettivi in Qatar, per poi proseguire con la 1.812 km di sabato 2 marzo.

Proibitiva quindi la partecipazione ai successivi test IndyCar di Sebring con la vettura in configurazione St.Petersburg, in programma lunedì 26 e martedì 27 febbraio, mentre la data del season opener del 10 marzo non costituisce concomitanza.

Ilott peraltro ha già disputato la 24 ore di Le Mans nel 2021, giungendo terzo in GTE-Am con una Ferrari di Iron Lynx, e a Le Mans quest’anno saranno ancora presenti diversi assi dell’IndyCar, a partire dal campione in carica Alex Palou, che debutterà anche sul suolo europeo dopo la prima esperienza a Daytona lo scorso gennaio con la Cadillac hypercar del team Ganassi.

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L’altra V-Series.R proporrà come lo scorso anno il quattro volte titolato ChampCar Sebastien Bourdais insieme al sei volte campione Scott Dixon, mentre Romain Grosjean sarà al volante di una delle due Lamborghini SC63 hypercar.

Tom Blomqvist infine, rookie del Meyer Shank Racing, potrebbe essere al volante della terza Cadillac iscritta dal Whelen Racing, che non ha ancora dichiarato l’equipaggio completo, così come la terza Porsche 963 del team Penske, con cui Josef Newgarden ha disputato e vinto l’ultima Rolex 24 at Daytona.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series, Cadillac Racing

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IndyCar – Sato e RLL ci riprovano a Indianapolis

Takuma Sato sarà ancora una volta al via della Indy 500, questa volta col Rahal Letterman Lanigan. Il 47enne pilota giapponese tenterà di agguantare la sua terza vittoria con la quarta vettura del team, contraddistinta dal numero 75, al fianco di Graham Rahal, Christian Lundgaard e Pietro Fittipaldi.

Per Sato sarà la quindicesima esperienza nel “Greatest spectacle in racing”, la sesta con la squadra di Bobby Rahal, con la quale si aggiudicò il suo secondo successo nel 2020, a tre anni di distanza dal primo passaggio in Victory Lane con l’Andretti Autosport.

Questa addizione porta a 33 le vetture iscritte alla 108ma edizione della Indy 500, escludendo il Dale Coyne Racing, il cui futuro, a meno di un mese dal season opener IndyCar di St.Petersburg, appare sempre più nebuloso.

Piero Lonardo

Foto: Rahal Letterman Lanigan

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IndyCar – Il finale di Nashville si sposta sull’ovale. Malukas salta St.Petersburg

Il season finale IndyCar si svolgerà sempre a Nashville, ma non più sul circuito cittadino, bensí sul Superspeedway. Le decisione è stata resa nota poco fa dal nuovo responsabile della gara, il fondatore del main sponsor Big Machine, Scott Borchetta, e si deve ai lavori di costruzione del nuovo stadio dei Tennessee Titans.

Le opere in corso non permetterebbero infatti nè una sistemazione degna ai teams, nè gli accessi necessari ai commerci e ai residenti, per cui si è deciso di mantenere la stessa data del 15 settembre, ma di spostare la gara sull’ovale di 1,33 miglia, utilizzato l’ultima volta dalla serie nel 2008, con vittoria di Scott Dixon, in una gara accorciata per pioggia che contribuí alla conquista del secondo dei sei titoli del popolare “Iceman”.

Per la prima volta dal 2014 pertanto, allorquando si corse a Fontana, con successo di Tony Kanaan, la serie si chiuderà su un ovale.

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Frattanto una caduta in mountain bike, con susseguente frattura al polso sinistro costerà a David Malukas il debutto in Arrow McLaren a St.Petersburg. La prognosi di sei settimane successiva all’intervento effettuato ieri costringerà infatti il team a dover ricorrere ad un sostituto per il season opener del 10 marzo.

Zach Veach, pilota di riserva designato, sta già scalpitando, ma è possibile che il team voglia cogliere un’altra opzione; in ogni caso, il prossimo appuntamento è per gli ultimi test collettivi pre-stagionali del 26-27 febbraio prossimi a Sebring, test importanti in quanto dedicati al nuovo pacchetto telaistico ed aerodinamico pronto ad ospitare l’ERS, cosí da replicare il più possibile le condizioni di gara che si affronteranno a St.Petersburg.

In quella sede probabilmente si conoscerà non solo il nome del sostituto di Malukas per St.Pete, ma anche il destino dei due sedili previsti al Dale Coyne Racing, gli ultimi full-season ancora vacanti.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

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IndyCar – Kyle Larson testa con McLaren a Phoenix. Uno sguardo alle nuove livree

Kyle Larson ad inizio settimana si è misurato sull’ovale di Phoenix con la DW12-Chevy dell’Arrow McLaren che porterà in pista alla 108ma Indy 500.

La sessione si è dilungata per ben 172 giri dell’ovale corto dell’Arizona e, dopo il primo test di Indianapolis per il Rookie Orientation Program di ottobre, Larson ha affinato le proprie capacità sulla vettura cogestita dal team di Zak Brown insieme ad Hendrick Motorsports per prepararsi alla prima parte del “Double”, che ricordiamo proseguirà nella stessa giornata del 26 maggio con la Coca Cola 600 di Charlotte NASCAR. Il successivo step saranno i test collettivi di aprile all’IMS, antipasto del Month of May.

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Oltre al campione della Cup Series 2021, ad Indy ci saranno anche i tre driver full-season del team: Pato O’Ward, David Malukas e Alexander Rossi, dei quali sono state presentate in questi giorni le nuove livree delle rispettive vetture, contraddistinte dai numeri #5, #6 e #7 rispettivamente.

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Svelati anche i nuovi colori del Juncos Hollinger Racing per Romain Grosjean #77 e Agustin Canapino #78, cosí come quella del Rahal Letterman Lanigan per Pietro Fittipaldi.

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American Legion fungerà quest’anno da main sponsor invece per la DW12-Honda #8 del Chip Ganassi Racing, con Linus Lundqvist al volante, mentre la #4 di Kyffin Simpson godrà dell’appoggio di un nuovo sponsor, Journie Rewards.

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Nuovi colori infine anche per Scott McLaughlin, il quale ha presenziato all’unveiling a Las Vegas della sua nuova DW12-Chevy #3 del Team Penske.

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Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series, Arrow McLaren, Juncos Hollinger Racing, Rahal Letterman Lanigan, Chip Ganassi Racing, Sonsio

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IndyCar – Hunter-Reay e Daly con DRR e Cusick alla Indy 500. Positivi test ibridi a Homestead

Svelata oggi la line-up del Dreyer & Reinbold per la prossima Indy 500: saranno Ryan Hunter-Reay e Conor Daly a porta in pista nel Greatest spectacle in racing le due DW12-Chevy del team di Carmel.

Il popolare “Captain America” proviene da una stagione parziale all’Ed Carpenter Racing in cui ha sostituito proprio Daly, ed è alla seconda apparizione di fila alla Indy 500, che vinse nel 2014, col team. Lo scorso anno Hunter-Reay si qualificò senza problemi col 18mo tempo, rimontando sino all’11ma piazza finale.

Per Daly, che ad Indianapolis ha sempre trovato motivazioni speciali, terminando per tre volte in top ten in undici partecipazioni nonostante monoposto spesso non all’altezza (memorabile il ritiro del 2015 nei giri di formazione), si tratta invece della prima esperienza con la squadra, che per l’occasione si è associata al Cusick Motorsports.

Niente da fare purtroppo per Stefan Wilson, da sempre legato alla realtà di Don Cusick, sostanzialmente per carenza di motori disponibili, che hanno impedito alla compagine di presentarsi in autonomia come negli ultimi tre anni.

Frattanto la serie ha completato i test delle nuove unità ibride sul tracciato di Homestead. Tra lunedí e mercoledí scorso, le quattro monoposto presenti, in rappresentanza di Penske e Arrow McLaren per Chevrolet e Ganassi e Andretti per Honda, ed i dieci piloti che si sono alternati alla guida, hanno percorso 1446 giri complessivi senza problemi di sorta e segnando tempi di rilievo.

Un buon auspicio quindi per il nuovo corso delle serie, che ricordiamo prenderà il via il 10 marzo a St.Petersburg, anche se la componente ibrida verrà attivata solo dopo la Indy 500, a Detroit.

Piero Lonardo

Foto: Dreyer & Reinbold

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IndyCar – Cosa comporta Andretti fuori dalla F1?

Non siamo soliti prendere in esame le vicende della F1, ma stavolta ci sta.. Molto si è letto da ieri sera per la decisione della FOM (Formula One Management) di non ammettere il progetto Andretti F1 al campionato, ma cosa significa per l’IndyCar Series?

Innanzi tutto bisogna puntualizzare che Michael Andretti ora gestisce un impero, l’Andretti Global, con interessi che non risiedono solo in IndyCar, dove quest’anno schiererà tre vetture, una in meno degli anni passati, ma spazia praticamente in tutti i campi del motorsport esclusa la NASCAR: IMSA, Formula E, Extreme E, Indy NXT, SuperCars e anche la SuperCopa messicana.

In alcuni casi Andretti è entrato in società con realtà consolidate quali Wayne Taylor Racing e Walkinshaw, ed ha stabilito partnership con alcuni dei più importanti costruttori quali Honda, BMW, Ford, Porsche. L’ultima di questi è proprio GM – la concorrente di Honda in IndyCar peraltro – che mediante il marchio Cadillac ha appoggiato fin dall’inizio la candidatura di Andretti in F1, candidatura validata dalla FIA mediante il noto processo di selezione nei mesi scorsi.

Andretti ha in costruzione una nuova sede di ben 53.000 mq a Fishers, Indiana, che dovrebbe dare lavoro a circa 500 unità nei prossimi anni, e per entrare nella “torta” della F1, oltre agli esorbitanti costi di iscrizione, avrebbe dovuto liquidare qualcosa come 200 milioni di $ agli altri team per compensare i mancati dividendi derivanti dal dover spartire “la torta” in 11 anzichè in 10.

Alla luce di ciò, oltre alle conseguenze del rifiuto attuale, e senza voler tenere conto dei problemi di immagine correlati, anche l’eventuale ingresso di Andretti/GM al 2028, come ipotizzato dalla FOM, comporterebbe una sostanziale ridefinizione dei piani di Andretti, anche e soprattutto dal punto di vista economico.

Difficile ad ora comprendere e appieno cosa voglia dire ció a breve ed in termini pratici per Andretti Global, ma probabilmente l’IndyCar Series sarà la meno impattata da questa decisione, vantando un programma consolidato. Sicuramente invece Colton Herta, destinato a diventare il portacolori di questo nuovo effort tutto made in USA, vede di molto ridotte le proprie speranze di traguardare l’ingresso nella massima serie, visto che nel 2028, sempre che Andretti e Cadillac decidano di voler proseguire su questo percorso, avrà 27 anni.

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Se conosciamo bene lo spirito della famiglia però, crediamo che Michael Andretti volgerà immediatamente lo sguardo oltre, magari verso quella Le Mans che il partner Wayne Taylor attendeva trepidamente già lo scorso anno e che ora, con la recente affiliazione di HPD in Honda Racing Corporation col ramo USA, potrebbe concretizzarsi a breve, alla faccia della F1 e di chi lo ha ritenuto “non all’altezza”.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series, Piero Lonardo