08-28-Olson-Andretti

IndyCar – Cosa comporta Andretti fuori dalla F1?

Non siamo soliti prendere in esame le vicende della F1, ma stavolta ci sta.. Molto si è letto da ieri sera per la decisione della FOM (Formula One Management) di non ammettere il progetto Andretti F1 al campionato, ma cosa significa per l’IndyCar Series?

Innanzi tutto bisogna puntualizzare che Michael Andretti ora gestisce un impero, l’Andretti Global, con interessi che non risiedono solo in IndyCar, dove quest’anno schiererà tre vetture, una in meno degli anni passati, ma spazia praticamente in tutti i campi del motorsport esclusa la NASCAR: IMSA, Formula E, Extreme E, Indy NXT, SuperCars e anche la SuperCopa messicana.

In alcuni casi Andretti è entrato in società con realtà consolidate quali Wayne Taylor Racing e Walkinshaw, ed ha stabilito partnership con alcuni dei più importanti costruttori quali Honda, BMW, Ford, Porsche. L’ultima di questi è proprio GM – la concorrente di Honda in IndyCar peraltro – che mediante il marchio Cadillac ha appoggiato fin dall’inizio la candidatura di Andretti in F1, candidatura validata dalla FIA mediante il noto processo di selezione nei mesi scorsi.

Andretti ha in costruzione una nuova sede di ben 53.000 mq a Fishers, Indiana, che dovrebbe dare lavoro a circa 500 unità nei prossimi anni, e per entrare nella “torta” della F1, oltre agli esorbitanti costi di iscrizione, avrebbe dovuto liquidare qualcosa come 200 milioni di $ agli altri team per compensare i mancati dividendi derivanti dal dover spartire “la torta” in 11 anzichè in 10.

Alla luce di ciò, oltre alle conseguenze del rifiuto attuale, e senza voler tenere conto dei problemi di immagine correlati, anche l’eventuale ingresso di Andretti/GM al 2028, come ipotizzato dalla FOM, comporterebbe una sostanziale ridefinizione dei piani di Andretti, anche e soprattutto dal punto di vista economico.

Difficile ad ora comprendere e appieno cosa voglia dire ció a breve ed in termini pratici per Andretti Global, ma probabilmente l’IndyCar Series sarà la meno impattata da questa decisione, vantando un programma consolidato. Sicuramente invece Colton Herta, destinato a diventare il portacolori di questo nuovo effort tutto made in USA, vede di molto ridotte le proprie speranze di traguardare l’ingresso nella massima serie, visto che nel 2028, sempre che Andretti e Cadillac decidano di voler proseguire su questo percorso, avrà 27 anni.

_PL56546 (1)

Se conosciamo bene lo spirito della famiglia però, crediamo che Michael Andretti volgerà immediatamente lo sguardo oltre, magari verso quella Le Mans che il partner Wayne Taylor attendeva trepidamente già lo scorso anno e che ora, con la recente affiliazione di HPD in Honda Racing Corporation col ramo USA, potrebbe concretizzarsi a breve, alla faccia della F1 e di chi lo ha ritenuto “non all’altezza”.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series, Piero Lonardo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>