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IndyCar – Alla fine, niente motori 2,4 litri

L’IndyCar Series fa marcia indietro sui nuovi motori 2,4 litri prevista per il 2024. Con un comunicato diffuso poco fa, la serie fra le altre cose ha confermato l’adozione del sistema ibrido della Mahle fra due stagioni, che verrà associato alle presenti unità 2,2 litri di Chevrolet e Honda, dichiarando in modo implicito l’abbandono, almeno per ora, dei nuovi più potenti propulsori.

L’investimento legato ai nuovi motori, che avrebbero dovuto aggiungere 150-200 HP all’attuale package, alla fine è stato forse giudicato troppo oneroso dai due costruttori, da qui la decisione, ovviamente supportata dalla Serie, che fin qui ha fallito le trattative per portare un terzo motorista, di accantonare il progetto, anche se i test, condotti a fine ottobre dalla sola Honda, erano stati più che soddisfacenti.

Serie che ha comunque dato grande risalto, come di moda oggidí, alla sostenibilità, evidenziata soprattutto dall’introduzione dei nuovi pneumatici Green Firestone in guayule, avvenuta a Nashville lo scorso agosto, e che verranno utilizzati in maniera estensiva dal 2023.

Ricordiamo che gli attuali propulsori 2,2 litri V6 turbo sono stati introdotti nel 2012, insieme agli attuali chassis Dallara quindi. Questi ultimi però hanno subito nel corso degli anni una serie tale di modifiche, senza contare i poi giubilati aerokit, culminate con l’attuale veste aerodinamica del 2018, successivamente integrata con l’aeroscreen due anni dopo, da poter essere considerate vetture sostanzialmente diverse dalla DW12 originaria.

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

Armstrong

IndyCar – Armstrong firma per Ganassi

Come anticipato su queste pagine, poco fa è arrivata la conferma che Marcus Armstrong sarà il quarto pilota del Team Ganassi nella prossima IndyCar Series. Il 22enne neozelandese, protagonista delle ultime tre stagioni della F2 (quattro gare vinte ed altrettanti podi), sarà al volante della DW12-Honda #11 in tutti gli appuntamenti stradali e cittadini del 2023.

Ancora da definire il pilota che lo affiancherà per le gare su ovale, compresa la Indy 500, che verrà comunque reso noto entro dicembre. Il nome più gettonato rimane quello di Ryan Hunter-Reay, ma non sono da escludere eventuali sorprese.

A questo punto gli unici sedili ancora da assegnare rimangono quelli in casa Dale Coyne Racing e Juncos Hollinger, per una stagione che si annuncia con la bellezza di 27 entry full-time.

Da segnalare inoltre nei giorni scorsi un cambiamento al Rahal Letterman Lanigan, dove due dei tre piloti titolari hanno scambiato le proprie entry ed i relativi numeri di gara e backing.

Christian Lundgaard e Jack Harvey correranno il prossimo anno con il 45 ed il 30 rispettivamente; il danese godrà della sponsorizzazione della Hy-Vee, che patrocinerà anche quest’anno la gara in Iowa, per tutta la stagione, mentre gli altri partner della vettura di Harvey (Hy-Vee rimarrà come associate sponsor) verranno definiti in seguito.

Piero Lonardo

Foto: Team Ganassi

Chadwick

Indy NXT – Jamie Chadwick con Andretti

Andretti Autosport completa i propri ranghi nella Indy NXT by Firestone con Jamie Chadwick. La tricampionessa della W Series guiderà la IL15 #28 grazie all’accordo con DHL, che rivestirà la vettura nella prossima stagione.

La 24enne britannica è la prima pilotessa in 13 anni a disputare la serie cadetta dopo Simona de Silvestro e si aggiungerà ai già previsti Louis Foster ed Hunter McElrea, e vanta la bellezza di 10 pole position e 11 vittorie nelle 21 corse disputate nel quadriennio 2019-2022 (la W Series non è stata disputata nel 2020), e alternerà questo ruolo con quello di reserve driver nel team Williams di F1.

Piero Lonardo

Foto: Andretti Autosport

Wilson

IndyCar – Stefan Wilson, quinta Indy con DRR e Cusick. Ritornano Pietro Fittipaldi e Ryan Hunter-Reay?

Stefan Wilson sarà ancora della partita alla prossima Indy 500. Il 33enne pilota britannico, ancora una volta grazie alla partnership con Cusick Motorsports, sarà al via per la quinta volta nel Greatest Spectacle in Racing su una DW12-Chevrolet gestita in pista dal Dreyer & Reinbold.

Nelle due precedenti edizioni Wilson aveva potuto godere delle crew di Andretti Autosport e DragonSpeed, dopo i primi due outing del 2016 e del 2018 col KVSH e Andretti. Ricordiamo che nel 2017 Wilson venne sacrificato per dare spazio a Fernando Alonso nel primo dei suoi tre tentativi di conquistare la Triple Crown.

L’annuncio di Wilson mette metaforicamente nei guai Sage Karam, che col DRR ha disputato ben otto delle sue nove partecipazioni.

Il mercato IndyCar intanto langue momentaneamente in attesa di collocare anche le ultime pedine al proprio posto. Tra i proclami di ex-F1 quali Nicholas Latifi e di probabili prospect quali Marcus Armstrong, spunta anche il nome di Pietro Fittipaldi.

Secondo una testata brasiliana, il nipote d’arte potrebbe tornare a tempo pieno nella serie, e avrebbe ricevuto due offerte da squadre molto forti, tutte però vincolate al reperimento di una sponsorizzazione Ricordiamo che Pietro Fittpaldi ha disputato due stagioni parziali col Dale Coyne Racing nel 2018 e nel 2021.

E uno dei due approdi possibili (questo vale anche per Latifi) oltre al già citato DCR, che deve sciogliere ancora il nodo Takuma Sato, potrebbe essere il Team Ganassi, che potrebbe tornare a schierare, dopo l’abbandono di Jimmie Johnson, ancora una quarta vettura, la #11, oltre a quelle previste per Marcus Ericsson, Scott Diyon ed Alex Palou.

Ed il programma – indiscrezione dell’ultimo minuto – potrebbe vedere il clamoroso ritorno nella serie di Ryan Hunter-Reay, probabilmente limitatamente agli ovali. Il campione 2012 è reduce da un anno di stop dopo dieci anni con l’Andretti Autosport.

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

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IndyCar – Pierson primo development driver per Carpenter. Bagno di folla in patria per Juncos e Canapino

Josh Pierson è destinato a bruciare le tappe nella sua carriera, e lo si era già intuito lo scorso inverno, quando per fargli prendere esperienza sulle vetture da corsa United Autosports ha sacrificato le chances di vittoria nell’Asian Le Mans Series “aspettandolo” per il secondo round di Abu Dhabi, in quanto non ancora in possesso dei requisiti per la patente di guida.

A soli 16 anni il nativo di Portland ha poi stabilito il record di pilota più giovane alla 24 Ore di Le Mans, vincendo nel frattempo anche al debutto nel WEC, a Sebring, tra le LM P2, alternando poi l’impegno nella serie mondiale con quello nel WeatherTech SportsCar Championship.

Ma forse non tutti sanno che Pierson ha iniziato tra le monoposto, giungendo quarto nella USF 2000 l’anno precedente, e a queste monoposto, insieme al programma WEC con United Autosports, ritornerà per i prossimi due anni, quale primo development driver dell’Ed Carpenter Racing.

In programma la partecipazione all’IndyCar Series nel 2025 nelle fila del team, che nel frattempo provvederà a gestirlo nella Indy NXT con un programma parziale, stanti le concomitanze con i round WEC di Spa e del Fuji, nella prossima stagione nelle fila dell’HMD Motorsports, per poi addivenire ad una stagione completa nel 2024. Nel frattempo, a Pierson verrà concesso di provare anche le monoposto della serie maggiore.

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Frattanto in Argentina la monoposto dello Juncos Hollinger Racing ha attirato la bellezza di 15.000 persone per l’esibizione di sulla pista di Termas de Rio Hondo. Un bagno di folla totalmente inaspettato che ha accolto la DW12-Chevy #77 alla guida di Agustin Canapino, che in precedenza era stato alla guida della monoposto anche sul vecchio circuito di Buenos Aires. La capitale nel lontano 1971 aveva visto disputarsi la Indy 300 vinta dal leggendario Al Unser sull’ovale denominato Autodromo Rafaela.

E proprio il ritorno a gareggiare in Argentina, in questo caso nel più moderno impianto di Termas de Rio Hondo, è l’obiettivo finale di Ricardo Juncos, che con questa dimostrazione ha dato prova dell’estremo amore per le monoposto più veloci del pianeta. Sappiamo che sono stati già avviati i primi contatti tra il management IndyCar e le autorità locali, anche se al momento la serie non ha intenzioni a breve di spostarsi al di fuori del continente nordamericano.

Piero Lonardo

Foto: ECR, Juncos Hollinger Racing

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Indy Lights – La serie cambia nome, Indy NXT by Firestone! Schedule immutata

Dopo la bellezza di 31 anni, l’Indy Lights Series cambia nome e diventa Indy NXT by Firestone. L’annuncio via social pochi minuti or sono.

La serie cadetta, nata nel 1986 come CART American Racing Series, ha visto laurearsi campioni provenienti da ogni parte del globo, a partire dal nostro Fabrizio Barbazza fino ad arrivare al campione 2022, Linus Lundqvist, passando per protagonisti del motorsport a stelle e strisce quali Paul Tracy, Greg Moore, Tony Kanaan, Scott Dixon, Josef Newgarden e Pato O’Ward.

Prosegue quindi il nuovo corso imposto da Roger Penske, iniziato con la presa in carico delle operazioni direttamente da parte dell’IndyCar Series avvenuta lo scorso anno, e che ha portato il nuovo title sponsor Firestone. L’acronimo NXT invece fa non a caso il verso alla lega di Sviluppo del wrestling professionale, e propone per la prossima stagione 14 gare nelle stesse identiche venue visitate nel 2022.

Si partirà quindi a St.Petersburg il 5 marzo per proseguire con Barber Park, i due doubleheader consecutivi di Indianapolis (stradale) e Detroit sul nuovo layout per poi toccare le storiche piste di Road America e Mid-Ohio tra maggio e luglio.

La seconda parte della stagione inizierà il 6 agosto con l’Iowa Speedway, uno dei due soli ovali in programma (l’altro sarà Gateway a fine mese) intervallato dalle strade di Nashville prima del gran finale sulla costa ovest con Portland ed il doppio round di Laguna Seca, che chiuderà la stagione il 9-10 settembre.

La griglia di partenza appare finalmente quantomai nutrita, soprattutto grazie agli sforzi di HMD, che come noto schiererà la bellezza di nove vetture totali, cui, in attesa degli annunci da parte di Juncos Hollinger e Legacy Autosport, si aggiungeranno gli effort di Andretti Autosport, Abel Motorsport e Cape Motorsports, per un potenziale plateau di ben 19 vetture.

Piero Lonardo

Foto: Indy NXT by Firestone

Il calendario Indy NXT by Firestone 2023:

5 Marzo, Streets of St. Petersburg

30 Aprile, Barber Motorsports Park

12 Maggio, Indianapolis Motor Speedway Road Course Race 1

13 Maggio, Indianapolis Motor Speedway Road Course Race 2

3 Giugno, Streets of Detroit Race 1

4 Giugno, Streets of Detroit Race 2

18 Giugno Road America

2 Luglio, Mid-Ohio Sports Car Course

22 Luglio, Iowa Speedway

6 Agosto, Streets of Nashville

27 Agosto, World Wide Technology Raceway

3 Settembre, Portland International Raceway

9 Settembre, WeatherTech Raceway Laguna Seca Race 1

10 Settembre, WeatherTech Raceway Laguna Seca Race 2

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IndyCar – Kanaan e Andretti a Indy. Ipotesi Armstrong per Dale Coyne?

La 107ma edizione della Indy 500 ritroverà due dei suoi veterani in Tony Kanaan e Marco Andretti. Quest’ultimo sarà sulla griglia di partenza col team di famiglia nel 2023 ancora una volta col numero 98 e come nel 2022 grazie all’appoggio del KULR Technology Group, società dedita nello sviluppo delle tecnologie legate alle batterie agli ioni di litio, compresa la partecipazione al programma Mars Rover del 2020.

La Indy 500 sarà anche il 250mo start IndyCar per Marco Andretti, che all’IMS ha trovato le sue migliori prestazioni, con quattro top three a partire dal 2006 e la pole position del 2020.

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Un altro “vecchietto instancabile” pronto ai nastri di partenza del 2023 sarà Tony Kanaan, che a sorpresa ha chiuso per la quarta entry dell’Arrow McLaren SP. Il vincitore dell’edizione 2013 è reduce da un terzo posto col team Ganassi, che si è aggiunto alle altre quattro top three delle sue fin qui 21 partecipazioni, che contano anche la pole position del 2005.

Kanaan, che nelle ultime due stagioni ha svolto il ruolo di quarto pilota insieme a Jimmie Johnson, andrà a completare una line-up tra le più agguerrite con Pato O’Ward, runner-up lo scorso anno, Felix Rosenqvist, quarto al traguardo, ed Alexander Rossi, vincitore 2016.

Il popolare sette volte campione NASCAR potrebbe essere nuovamente della partita, imitato anche da Kyle Busch, il quale sembrava originariamente il destinatario della quarta vettura dell’AMSP, cosí come anche un altro vincitore del Greatest Spectacle in Racing, Takuma Sato.

Proprio le entry #10 del Chip Ganassi Racing e la #51 del Dale Coyne Racing rimangono i posti ancora vacanti in ottica full-time. Il DCR è reduce da una sessione, tenutasi a Sebring, nella quale ha provato sia il prossimo alfiere della campagna Indy Lights, Danial Frost, che la giovane promessa della F2 Marcus Armstrong. Al test hanno partecipato anche Juri Vips per il RLL, Jake Dennis per Andretti Autosport, il pilota di casa Agustin Canapino per il Juncos Hollinger ed il neocampione IMSA Tom Blomqvist per il Meyer Shank Racing.

In attesa delle decisioni definitive dei due team, sembra proprio Armstrong il maggiore candidato a riempire uno dei due sedili; al riguardo ricordiamo che in casa Ganassi si andrà a ricercare anche un sostituto a lungo termine per il transfuga Alex Palou, che dopo la querelle agostana nel 2024 si accaserà definitivamente in McLaren.

Ed il secondo sedile del Juncos Hollinger? Beh, in questo caso la fretta è assolutamente minore, e aldilà delle piste “di casa” che portano a nomi affidabili quanto notoriamente privi di budget quali Kyle Kaiser e Spencer Pigot, spunta sempre il nome di Armstrong, senza dimenticare che alla finestra comunque c’è sempre anche il campione Indy Lights in carica, Linus Lundqvist.

Chissà se alla fine il patron Ricardo non riuscirà nell’impresa di far debuttare proprio il protetto Canapino che, parentesi, alla guida della Cadillac DPi, ha a dir poco stupito il paddock IMSA…

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

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Indy Lights – Frost star del Chris Griffis Memorial Test. Pierson completa per HMD

E’ il veterano Danial Frost la star del Chris Griffis Memorial Test, i test collettivi dell’Indy Lights Series che si sono tenuti all’indianapolis Motor Speedway nella giornata di venerdí.

Il nativo di Singapore, che si appresta a disputare la sua terza campagna nella serie cadetta nelle fila dell’HMD Motorsports w/Dale Coyne Racing, ha fissato i cronometri al mattino sull’1.16.2526, confermandosi al top poi anche nella seconda sessione con un tempo di appena 27 millesimi superiore.

16 i partecipanti al tradizionale appuntamento di fine stagione, in rappresentanza di quattro scuderie: HMD con ben 9 vetture, Andretti Autosport con 4, Abel Motorsports con 2 ed il rientrante Juncos (Hollinger) Racing con una.

Dietro Frost si è piazzato il passato Rookie of the Year, Hunter McElrea, che porterà nuovamente i colori del Team Andretti con il campione Indy Pro 2000 in carica, Louis Foster, autore dell’ottava prestazione combinata. Ernie Francis Jr. chiude il podio virtuale con la vettura cogestita da HMD e Force Indy.

Annunciata infatti in settimana l’intera forza dell’armata HMD, che, oltre a riproporre Frost e la star Christian Rasmussen, proporrà l’ex-TJ Speed Kyffin Simpson ed aggiungerà il più giovane partecipante alla 24 Ore di Le Mans, Josh Pierson, che affiancherà l’esperienza nelle monoposto USA alla campagna WEC con United Autosports. Pierson ha chiuso la giornata in P15 ad 1” dal leader.

Della partita anche l’eterno secondo di USF 2000 ed Indy Pro, Rasmus Lindh, destinato finalmente ad una stagione a tempo pieno con HMD w/DCR dopo le esperienze in IMSA con Performance Tech ed Andretti Autosport. Di ritorno dall’esperienza endurance (in ELMS in questo caso) anche Christian Bogle.

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Approccio differente invece per Andretti Autosport, che oltre ai due titolari ha dato spazio a James Roe, lo scorso anno con TJ Speed, e a Jamie Chadwick. La tricampionessa della Formula W ha però chiuso la lista dei tempi, a 1”4 da Frost.

Tempo di valutazioni invece per Abel Motorsports e Juncos Hollinger, con i rookies Jack William Miller e Nicky Hays e Reece Gold rispettivamente. Quest’ultimo, vicecampione della Indy Pro 2000 la scorsa stagione proprio con il team dell’argentino, ha tutte le carte in regola per riprendere il ruolo di leader anche nella serie cadetta.

Assente invece dalla giornata tra i piloti già confermati per la prossima stagione, che si annuncia tra le più contestate del recente passato, con una ventina di entry potenziali, il Cape Motorsports con Jagger Jones.

Piero Lonardo

Foto: Indy Lights

I risultati del Chris Griffis Memorial Test

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IndyCar – Spring Training in California. Kellett lascia Foyt

Definite la data e la location dello Spring Training dell’IndyCar Series 2023, che per la prima volta toccherà il Thermal Club in California il 2-3 febbraio prossimi.

Il circuito, nato, come indica il nome, come club-style track, è situato nei dintorni di Palm Springs, nella parte sud-orientale dello stato. e riceverà ad inizio anno la necessaria omologazione FIA. La configurazione adottata dalla serie sarà composta da 17 curve per un totale di 2,9 miglia.

La zona è nota per il Coachella Festival di giugno e per il vicino Joshua Tree National Park e, oltre alla gradevolezza del clima, offre notevoli attrattive anche dal punto di vista turistico, aspetto questo non trascurabile per un futuro inserimento nel calendario IndyCar.

Gli altri due Open Test definiti dalla serie si svolgeranno ad Indianapolis, in vista della 107ma Indy 500, il 20-21 aprile, e a Laguna Seca il 7 settembre, in vista del weekend finale del 2023.

Relativamente al mercato invece, è giunta ieri la notizia che Dalton Kellett si separerà dal Team Foyt. Il 29enne canadese ha ringraziato il team, che ha già annunciato Benjamin Pedersen e Santino Ferrucci, e col quale ha disputato tre stagioni, a mezzo social.

Piero Lonardo

Foto: IndyCar

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IndyCar – Santino Ferrucci si accasa con Foyt

In attesa di un qualche tipo di conferma sull’indiscrezione Raikkonen-Ganassi, un altro pilota si accasa per la prossima stagione dell’IndyCar Series, Santino Ferrucci, che correrà col Team Foyt.

Al 24enne del Connecticut andrà la DW12-Chevy #14 che lo scorso anno è stata condotta da Kyle Kirkwood ed affiancherà il neoacquisto Benjamin Pedersen.

Ferrucci ha disputato 43 gare a partire dal 2018, con Dale Coyne, RLL, Dreyer & Reinbold e Juncos Hollinger, conquistando quattro top five, tutte su ovale. Tra queste il quarto posto alla Indy 500 del 2020, dove nelle quattro edizioni in cui ha partecipato si è sempre piazzato nella top ten.

E’ evidente l’intenzione del team Foyt di invertire la tendenza dello scorso anno, che ha visto le vetture del team chiudere la classifica generale, col miglior risultato il decimo posto ottenuto da Kirkwood a Long Beach.

Anche Dalton Kellett frattanto, da due anni in forza alla squadra texana, dovrebbe continuare il rapporto col team, anche se non è chiaro se si tratterà di una entry full-time.

Piero Lonardo

Foto: IndyCar