Il segreto di pulcinella è stato reso pubblico: Romain Grosjean torna nell’IndyCar Series con Dale Coyne. Il pilota franco-svizzero, dopo essersi presentato al Media Day della serie ed aver partecipato ai test collettivi di Sebring di inizio settimana, è stato annunciato ufficialmente poco fa.
Per Grosjean, come ricordavamo qualche giorno fa, si tratta di un gradito ritorno al team che lo ha accolto nel 2021 al suo rientro nelle gare dopo il terribile crash di Sakhir. A riceverlo, anche un altro volto noto alla squadra di Plainfield, Tim Pappas, ingegnere di pista protagonista dei primi successi del team con il compianto Justin Wilson al volante.
Assegnato anche l’ultimo sedile “sicuro”, lo sguardo ora non puó non volgersi verso PREMA. Al momento purtroppo non vi sono ancora certezze sulla partecipazione del team vicentino alla serie; l’assenza sia ai test di Sebring che a quelli della prossima settimana di Phoenix sono un chiaro segnale che Piers Phillips, CEO del programma IndyCar, non è ancora riuscito a trovare una soluzione finanziaria che permetta a PREMA di essere in pista nel season opener di St.Petersburg, in programma fra tre settimane.
Tra i tanti aspetti dell’uscita di scena della famiglia Rosin non sarebbe da sottovalutare anche quello economico, che, secondo quanto riportato da un media statunitense, ammonterebbe al 30% della quota di proprietà del team, che ricordiamo è atteso anche in diverse altre categorie di monoposto quali il FIA F2, F3, F4 e F.Regional.
Le possibilità di avere nuovamente 27 vetture in pista sono per ora posposte nel tempo, e l’IndyCar Series potrebbe, come accennato dal suo presidente, Doug Boles, a Racer, accettare entry one-shot in attesa della definizione della situazione in casa PREMA, cosa che al momento non può essere ragionevolmente prevista prima di aprile. I fornitori Chevrolet e Firestone, sempre secondo Racer, al momento starebbero alla finestra, disposti a proseguire la partnership con PREMA.
In ogni caso, speriamo di rivedere Callum Ilott e Robert Shwartzman, entrambi in possesso di regolare contratto per la stagione entrante, in pista quanto prima.
Ma la notizia più importante di queste ore consiste nel rinnovo delle forniture di motori da parte di Honda e Chevrolet. Come accennato su queste pagine ad inizio settimana, è stato colmato il “buco” contrattuale che lasciava scoperta la stagione 2027, in attesa dell’introduzione, contestuale al nuovo chassis prodotto da Dallara, dei nuovi motori 2.4 litri biturbo ibridi nel 2028.
Il nuovo accordo peró contiene anche una novità assolutamente imprevista a priori: GM e Honda potranno schierare una monoposto a testa, compresa all’interno dei charter, a partire dal 2028. Si tratterebbe di un’operazione simile a quanto condotto in IMSA da HRC e Meyer Shank Racing, e proprio il team dell’Ohio riceverà l’appoggio del costruttore giapponese, essendo in possesso di due charter solamente del massimo di tre previsti dall’accordo dello scorso anno.
Per quanto riguarda Chevy, la scelta attuale ricadrebbe fra il team Foyt, il Juncos Hollinger e l’Ed Carpenter Racing; facile scommettere sul primo, stanti anche i forti legami con Penske.
Piero Lonardo
Foto: NTT IndyCar Series
