Kyle Kirkwood - Arlington

IndyCar – Kirkwood torna re dei muretti ad Arlington e passa al comando della classifica

Kyle Kirkwood torna alla vittoria ad Arlington. Il pilota di Andretti Global supera un problema al primo pit, rimontando il gruppo fino a battere Alex Palou ed i suoi due compagni di squadra, Will Power e Marcus Ericsson.

Decisive ancora una volta le strategie, con le alternate meno performanti sulle diverse composizioni dell’asfalto texano rispetto al season opener. Premiati coloro che le hanno smaltite nei primi due cambi, scelta condivisa dai migliori dello schieramento, anche se Will Power, per la prima volta a podio per Andretti, ha cercato di mischiare le carte in tavola optando sulle due sole soste rispetto alle tre della quasi totalità del lotto.

Una gara peraltro insospettabilmente quasi priva di neutralizzazioni e contatti, a partire dallo start, dove, nonostante la ristretta sede stradale, solo Marcus Armstrong, sesto in griglia, ha pagato con una foratura, mentre Mick Schumacher rovinava immediatamente la propria gara facendo girare Christian Lundgaard.

Marcus Ericsson, partito dalla pole, ha retto fino alla prima sosta, cedendo il testimone a Power, al termine di un pitstop rallentato da un problema nell’inserimento dell’anteriore destra; un problema simile lo aveva sostenuto anche Kirkwood, ma alla posteriore destra, qualche giro prima.

Mentre le gomme di Power andavano a deteriorarsi, era il momento di Felix Rosenqvist, che con Alexander Rossi condivideva la strategia opposta, essendo partito con le primary. Scott Dixon nel frattempo aveva adempiuto al due turni sulle rosse e viaggiava in rimonta come peraltro Scott McLaughlin, partito dall’ultima piazzola.

Problemi al pit anche per Power, questa volta nella forma di Louis Foster al rientro nella pitlane sdoppiata, ma anche in casa Penske non si scherzava, con David Malukas pronto a schivare il compagno di squadra Josef Newgarden dall’angusta corsia di rientro. Non che il secondo pit delle due vetture di Andretti di punta sia andato meglio, con un dado della #27 che schizzava sul muretto.

Sfogatosi Rosenqvist, Power tornava davanti a tutti, ma alle sue spalle era Palou ad emergere, e all’inevitabile seconda sosta dell’australiano prendeva il comando della gara, riuscendo anche ad uscire davanti a tutti dopo la terza sosta.

Gara finita? Nemmeno per idea, perchè dietro al catalano spingeva Kirkwood, che dopo aver passato Ericsson, si metteva sulle sue tracce, con Power a proteggere entrambi ed Ericsson buon quarto e Pato O’Ward sornione a completare la top five. Il sorpasso decisivo al lap 54, simile a quello effettuato da Taylor in Indy NXT poco prima, che vale la vittoria e la leadership in campionato.

Ininfluenti le uniche due Full Course Yellow chiamate nel finale dalla direzione gara per spostare la vettura di Christian Rasmussen e per il contatto fra Nolan Siegel e Romain Grosjean.

Giornata grama per il team Penske, che vede David Malukas chiudere in P6, McLaughlin fuori dalla top ten e Newgarden, trionfatore appena una settimana prima a Phoenix, addirittura 15mo.

Premiata invece la caparbietà di Scott Dixon, ottavo nonostante l’assenza delle auspicate neutralizazzioni che gli avrebbero facilitato la rimonta dalla 20ma piazzola, alle spalle di Christian Lundgaard e davanti ad Alexander Rossi e allo sfortunato Marcus Armstrong. Migliore fra i rookies Caio Collet, buon 12mo.

In classifica generale Kirkwood conduce con 126 punti, 24 in più di Palou, +33 e +34 rispettivamente su O’Ward e Newgarden.

Prossima tappa dell’IndyCar Series, fra due settimane a barber Park, Alabama.

Piero Lonardo

Foto: NTT IndyCar Series

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